Cantina di riferimento del Chianti Classico, Isole e Olena propone anche – per l’estate ma non soltanto – un superbo Chardonnay prodotto dal 1987 dopo l’innesto di cloni francesi selezionati di questo vitigno sulle varietà bianche già presenti nelle vigne aziendali. Si tratta di vigne che – circondate da boschi - si estendono per sei ettari sul lato nord-ovest della tenuta a un’altitudine tra i 350 e i 400 metri sul livello del mare e su un terreno misto di marne, galestro e calcare.
Il vino fermenta in piccole botti, delle quali solo meno di un terzo nuove, per non marcare troppo il prodotto, e maturate con un affinamento prolungato sulle fecce fini. L’annata 2024, da me degustata, frutto di una stagione quasi ideale, con una primavera piovosa e un’estate piuttosto fresca, che ha consentito una maturazione equilibrata delle uve, è stata vendemmiata tra il 27 agosto e il 15 settembre, consegnando in cantina grappoli integri, dalla finezza aromatica evidente.
E il buon risultato è evidente anche alla degustazione. Il vino appare di un bel giallo paglierino intenso dai riflessi brillanti. Al naso emergono aromi di agrumi, di frutti a polpa gialla maturi, di fiori bianchi come la camomilla e il gelsomino. In bocca si mostra fresco e sapido, con tratti di eleganza assai seducenti e un passo sicuro e persistente. Ampi e variegati gli abbinamenti gastronomici, dai frutti di mare ai crostacei, da piatti a base di verdure leggere a paste non troppo condite fino a formaggi di media maturità.
Un vino di 14 gradi alcolici, prodotto in 22mila bottiglie da 0,75 litri e 500 magnum, che dimostra come un territorio vocato per i rossi come il Chianti Classico possa raggiungere vette qualitative anche nei vini bianchi, dando vita a etichette identitarie, emozionanti e anche molto longeve e capaci di fare emergere nitidamente il carattere di ogni annata. Il prezzo è di circa 80 euro.
Isole e Olena è uno dei marchi storici del Chianti Classico. E’ stato fondato nel 1956 da Paolo De Marchi, un avvocato piemontese che si era innamorato di questa terra e che ebbe l’idea di far “sposare” questi due borghi, Isole e Olena, distanti appena un chilometro tra loro e che costituivano allora un piccolo mondo antico in cui vivieva una piccola comunità autosufficiente da un punto di vista agricolo. L’azienda ha vissuto le trasformazioni legislative (con la fine della mezzadria nel 1964), sociali, culturali e stilistiche, distinguendosi sempre per eleganza e anticonformismo. Da quattro anni l’azienda è di proprietà di EPI, un gruppo familiare indipendente gestito da Christofer Descours che ha mantenuto la vocazione iniziale all’assoluta eccellenza e al rispetto di un territorio che Isole e Olena ha come poche altre aziende contribuito a valorizzare, ed è guidata dal direttore tecnico Emanuele Reolon.
L’azienda si trova nella parte occidentale della denominazione, a San Donato in Poggio, e conta 56 ettari di vigneti a 300/500 metri. La gamma vede al vertice il Cepparello, Sangiovese in purezza la cui prima annata è del 1980, uno dei primi Supertuscan ad aver contribuito a riscrivere la storia del vino italiano.
La gamma – piuttosto ridotta - comprende oltre al Chianti Classico anche il Vin Santo, vero must per gli appassionati del genere, e nell’ambito dei vitigni internazionali il Syrah e il Cabernet Sauvignon, oltre naturalmente allo Chardonnay.