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Portofino celebra Gianni Di Marzio: una serata di calcio, emozioni e memoria

Campioni, dirigenti, allenatori e amici per ricordare un maestro di sport e di vita, uno di quelli che il calcio lo sapeva raccontare prima ancora che allenare

Portofino celebra Gianni Di Marzio: una serata di calcio, emozioni e memoria
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Nella cornice elegante de Il Teatrino di Portofino si è svolta ieri sera la terza edizione del Premio dedicato a Gianni Di Marzio, figura amatissima del calcio italiano e uomo capace di lasciare un segno ben oltre il rettangolo verde. Organizzata da Telenord, la serata ha riunito campioni, dirigenti, allenatori e amici per ricordare un maestro di sport e di vita, uno di quelli che il calcio lo sapeva raccontare prima ancora che allenare. L’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni: emozione, sorrisi, aneddoti e tanti applausi per uomini che hanno condiviso con Di Marzio pezzi di carriera e di esistenza. Un tributo autentico, sentito, in una Portofino vestita di luce e memoria.

Tra i premiati della serata, uno dei più attesi era senza dubbio Claudio Ranieri, accolto con affetto da un pubblico che non ha dimenticato il suo legame con la Sampdoria. “Con Gianni ho vinto a Catanzaro e Catania, poi è stato lui a spingermi verso la carriera da allenatore”, ha raccontato Sir Claudio, ricordando il tecnico scomparso con gratitudine e commozione. Ranieri ha poi parlato anche del presente del calcio ligure, promuovendo il lavoro di Daniele De Rossi e Attilio Lombardo: “Ripartirei da loro. De Rossi ha idee moderne e personalità, Lombardo ha fatto qualcosa di straordinario in una situazione difficile”. Il tecnico romano ha regalato anche una delle immagini più belle della serata, paragonando il calcio al mare che circondava Portofino: “Bisogna saper navigare sia quando è calmo sia quando arriva la tempesta”. Una frase che sembrava perfetta per descrivere anche lo spirito con cui Gianni Di Marzio ha affrontato tutta la sua vita.

Molto applaudito anche Goran Pandev, ormai genovese d’adozione, che ha raccontato il suo legame con il Ferraris e con il Genoa. “Mi manca l’adrenalina dello spogliatoio, ma quando posso torno allo stadio. A Marassi c’è un’atmosfera speciale”. Pandev ha speso parole importanti per De Rossi, definendolo “un allenatore moderno, nato per vincere”, e ha ricordato con nostalgia gli anni in cui il calcio italiano era popolato da campioni assoluti: “Da ragazzo tifavo Italia, oggi è triste pensare a un altro Mondiale senza gli azzurri”.

Tra gli ospiti premiati anche Enzo Maresca, reduce dall’esperienza internazionale con il Chelsea. L’ex centrocampista blucerchiato ha ricordato con affetto il periodo vissuto a Genova: “Un anno e mezzo bellissimo alla Sampdoria”. Maresca ha poi sottolineato come il calcio europeo stia andando sempre più verso un gioco offensivo e spettacolare, concetto condiviso anche da Ranieri nel dibattito sulla finale tra Bayern e PSG.

Applausi anche per Luca Percassi, amministratore delegato dell’Atalanta, premiato per il modello virtuoso costruito dal club bergamasco. “Passione, sostenibilità e idee: così siamo cresciuti”, ha spiegato, senza nascondere però le criticità del sistema calcio italiano, dagli stadi obsoleti alle difficoltà strutturali che frenano il movimento.

Momento particolarmente toccante quello dedicato a Marcello Franzoso, che ha ricevuto un riconoscimento nel ricordo del figlio Matteo, giovane sciatore azzurro scomparso tragicamente durante un allenamento in Cile. In sala il silenzio si è trasformato in un lungo applauso, uno dei passaggi più intensi dell’intera serata.

Premi anche per Beppe Dossena e per Lorenzo Sommariva, medaglia d’argento olimpica nello snowboard a squadre, simbolo di uno sport che continua a regalare eccellenze italiane nel mondo. Tra il pubblico tanti volti noti del calcio ligure e nazionale: dirigenti, ex giocatori, amici di lunga data di Gianni Di Marzio. Ma il vero protagonista della serata è rimasto lui, evocato nei racconti, nelle battute, nei ricordi personali di chi lo ha conosciuto davvero. Un uomo capace di scoprire talenti, costruire relazioni e insegnare che il calcio, prima di tutto, è umanità.

A Portofino non è andato in scena soltanto un premio.

È andato in scena un pezzo di storia del calcio italiano, raccontato attraverso le voci di chi quella storia l’ha vissuta. E nel nome di Gianni Di Marzio, esempio autentico di competenza, passione e stile, il calcio ha ritrovato per una sera il suo volto più bello.

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