Un finale pazzo nel quale la Roma passa dall'inferno al paradiso calcistico. Poco prima del 90' quando il belga del Parma Mandala Keita, sotto gli occhi della mamma, torna al gol dopo tre anni (l'ultimo all'Anversa), la corsa Champions dei giallorossi - passati dall'1-0 all'1-2 - sembra subire una frenata definitiva. Ma il recupero regala alla squadra di Gasperini un clamoroso ribaltone nel segno dei suoi olandesi: Rensch, cambio decisivo del tecnico nel secondo tempo, segna dopo una carambola in area e poi si procura il rigore (assegnato dal Var e contestato dagli emiliani) trasformato dal connazionale Malen. Il cui impatto con la serie A diventa da record: mai nessun giocatore approdato in A nel mercato di gennaio ha segnato più del centravanti romanista: 13 reti, battuto il precedente primato (12) di Mario Balotelli nella stagione 2012/13.
Durissimo il tecnico del Parma Cuesta dopo il fischio finale. Quella rimonta non gli è andata giù: «Penso che la mia squadra merita rispetto, c'è una dinamica molto ovvia dal 2-1 fino al 2-3 per gli eventi non solo nella nostra area di rigore ma anche nella loro. Ovvio come il fallo su Pellegrino...». In casa Roma, a parte la terza doppietta di Malen che tiene più che mai vive le speranze europee, fa notizia l'uscita di Dybala, ieri titolare e protagonista di un assist e di una prova convincente: «Il mio futuro? Non so niente, la società non mi ha contattato per il rinnovo, ho una mia idea ma la tengo per me. Da contratto posso dire che il derby contro la Lazio di domenica sarà la mia ultima partita all'Olimpico con la Roma...».
«C'è ancora una settimana per il derby, magari succede qualcosa... - scherza Gasperini sulla questione del contratto in scadenza della Joya -.
Ha dato qualità alla squadra, peccato non averlo avuto così tanto tempo». E poi il retroscena sul rigore decisivo: «Abbiamo mandato Dybala sul dischetto, così tutti andavano addosso a lui per distrarlo, poi ha dato la palla a Malen...».