In un campionato serrato come la Serie A, nessuna partita può essere data per scontata. L’Inter, arrivata a Torino per prendersi i tre punti che sarebbero valsi una mezza ipoteca sullo scudetto, sembrava aver chiuso i conti quando, dopo la rete di Thuram, Bisseck segna di testa il raddoppio a mezz’ora dalla fine della gara. A questo punto, però, l’undici di Chivu tira troppo presto i remi in barca e viene rimontata da un Torino trasformato dall’ingresso di Zapata e Casadei. Dopo la rete in contropiede di Simeone, ecco il fallo di mano di Carlos Augusto che manda sul dischetto Vlasic: perfetto il rigore del serbo che dà il via all’assedio finale dei nerazzurri. Alla fine, però, sono i granata a creare le migliori occasioni nel finale ma non vanno oltre al pareggio. Battuta d’arresto inaspettata quella della capolista, che vede ridursi a 10 punti il vantaggio sul Napoli con quattro partite da giocare.
La sblocca Thuram
Con le polemiche sul caso Rocchi che hanno complicato l’avvicinamento a questa trasferta fondamentale per la corsa allo scudetto, Marotta prova a gettare acqua sul fuoco, ribadendo ai microfoni di Sky Sport che l’Inter “non ha arbitri graditi o non graditi” e che i nerazzurri si sono sempre comportati “con la massima correttezza”. L’undici di D’Aversa, nonostante non abbia molto da chiedere a questo finale di stagione, parte in maniera molto aggressiva, con il Torino corto, con le linee molto strette tra di loro. L’Inter gestisce bene il possesso ed è la prima a creare una mezza palla gol: sul calcio d’angolo di Barella, Sucic mette un bel cross per Akanji sul palo lontano. Bello lo stacco del difensore elvetico ma la mira non è perfetta, con il pallone che si spegne sul fondo di non molto. Un paio di minuti dopo, un errore in impostazione di Carlos Augusto apre un’autostrada ad Adams, che cede il pallone a Vlasic: il serbo scarica sull’accorrente Coco ma il sudamericano calcia altissimo da ottima posizione, sprecando una chiara occasione per il vantaggio granata. Se Akanji è molto attento nel rovinare le geometrie di Vlasic, l’Inter si affida ai cross, come quello da calcio d’angolo di Barella per Carlos Augusto che Coco devia con l’anca. Le triangolazioni nerazzurre si svolgono a velocità ridotta, facilitando non poco il compito dei difensori granata ma la gara rimane comunque aperta ad ogni risultato.
Bonny al 20’ perde la pazienza e prova a fare tutto da solo, incuneandosi in mezzo ai difensori per poi lasciar partire un tiro troppo centrale per impensierire Paleari. Con il Torino che arretra troppo, lasciando spazi invitanti per il giro palla dei nerazzurri, l’undici di Chivu riesce a trovare il modo di scardinare la difesa piemontese. Azione avvolgente dell’Inter che sposta a piacimento il pallone fino al cross spiovente di Dimarco sul palo lontano: Paleari è in ritardo e si getta alla disperata ma non riesce ad evitare che Marcus Thuram metta di testa il pallone in fondo al sacco. Il vantaggio ha un effetto soporifero sul Torino, che sembra perdere le misure e il piano partita: i nerazzurri, però, non riescono ad approfittarne, nonostante i cross dalle fasce creino parecchi problemi alla retroguardia granata. Al 37’ un raro errore di Marcus Thuram consegna un ottimo pallone a Ché Adams, che salta Barella e punta decisamente la porta di Sommer: prima che lo scozzese riesca a tirare, però, ci mette una pezza enorme Bisseck. Il finale del primo tempo vede qualche iniziativa interessante di Lazaro ed Obrador, ma la difesa ospite fa buona guardia. L’Inter sembra accontentarsi di qualche puntata estemporanea di Thuram e Zielinski, che, però, non riescono ad inquadrare la porta di Paleari. Il primo tempo si chiude con il vantaggio minimo dell’Inter, che con questi tre punti sarebbe ad una sola vittoria dallo scudetto.
Il Torino riesce nella rimonta
Nessun cambio per entrambe le squadre durante l’intervallo ma è l’Inter ad uscire in maniera più determinata dagli spogliatoi. Neanche due minuti ed i nerazzurri sfiorano il raddoppio: Thuram tira a botta sicura, trovando il blocco di Ismajli ma anche un rimpallo che consente a Dimarco di provare a ribadire il pallone in porta. Bello l’esterno dell’azzurro, ancora migliore la parata di Paleari che gli nega la gioia del gol: Darmian si getta alla disperata sul pallone vagante ma Ebosse riesce ad anticiparlo in extremis. L’Inter continua a spingere forte ma Dimarco non è abbastanza reattivo nel lanciarsi all’inseguimento del grandissimo filtrante per vie centrali di Barella. D’Aversa capisce che serve cambiare qualcosa per trovare il pareggio ed opera i primi cambi della gara: fuori Lazaro, spazio a Njie, decisamente più propositivo e staffetta Coco-Marianucci. Se i nerazzurri cercano più che altro di portare in porto il risultato, il Torino si rovescia in avanti con più continuità, aprendosi inevitabilmente alle ripartenze. All’ora di gioco, lancio in profondità di Darmian sul quale si avventa Bonny: l’avanti ex Parma cerca di gestire un pallone non semplice ma viene recuperato dai difensori, sprecando una buona occasione. Chivu decide di richiamare in panchina l’incostante Bonny per concedere una mezz’ora scarsa a Pio Esposito e l’Inter trova subito il raddoppio: calcio d’angolo tagliente di Dimarco, la difesa granata si dimentica colpevolmente di Bisseck che fa un terzo tempo perentorio ed incorna il pallone dietro a Paleari.
Assist numero 17 per Federico Dimarco, superando il record stabilito dal Papu Gomez nella stagione 2019/20. D’Aversa decide di giocarsi il tutto per tutto: fuori Gineitis e Ché Adams, spazio a Casadei e a Duvan Zapata. La mossa riesce a dare la sveglia ai granata, che riescono a colpire un Inter con la testa già a Parma: Ilkhan intuisce il movimento di Simeone per vie centrali, gli fornisce un gran pallone che il Cholito trasforma nella rete della speranza con un mezzo scavetto. La rete è una botta di adrenalina sia per il pubblico dell’Olimpico che per i granata, che si lanciano all’assalto alla caccia del pareggio. Simeone non riesce a liberarsi abbastanza per girare in porta un buon passaggio ma gli attacchi del Torino sono ora arrembanti: al 75’ il Var chiama Mariani al monitor per verificare il tocco di mano di Carlos Augusto per anticipare Zapata. Posizione del braccio innaturale, è calcio di rigore. Dagli undici metri si presenta Vlasic ed il serbo calcia un penalty perfetto e potente che si infila al sette: Sommer battezza l’angolo giusto ma non può niente. Chivu inserisce Dumfries, Mkhitaryan e Diouf al posto di Darmian, Sucic e Dimarco per andare a caccia del 3-2 ma è il Torino a continuare a spingere. Diouf e Barella sono costretti ad esagerare per fermare Zapata e Casadei ma l’Inter ci mette qualche minuto di troppo prima di presentarsi dalle parti di Paleari.
Il tabellino
TORINO (3-4-1-2): Paleari; Coco (53’ Marianucci), Ismajli, Ebosse; Lazaro (53’ Njie), Ilkhan, Gineitis (66’ Casadei), Obrador; Vlasic; Simeone (90’ Tameze), Adams (66’ Zapata). Allenatore: Roberto D'Aversa
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck (87’ Frattesi), Akanji, Carlos Augusto; Darmian (80’ Dumfries), Barella, Zielinski, Sucic (80’ Diouf), Dimarco (80’ Mkhitaryan); Bonny (61’ Pio Esposito), Thuram.
Marcatori: 23’ Thuram (I), 61’ Bisseck (I), 70’ Simeone (T), 79’ Vlasic (rig)(T)
Ammoniti: 84’ Diouf (I), 85’ Ebosse (T), 86’ Barella (I)
Espulsi: -
Arbitro: Maurizio Mariani (Roma 1)