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Le tre vite di Iraola, il basco che ha stregato i rossoneri

Offerta di 4 milioni l'anno fino al 2029: il tecnico ha portato in Europa il Bournemouth

Le tre vite di Iraola, il basco che ha stregato i rossoneri
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Ci sono almeno tre vite nella storia di Andoni Iraola, l'allenatore su cui il Milan pare che abbia posato i suoi occhi per il futuro (offerta di 4 milioni l'anno fino al 2029). Basco purosangue, nato ad Usurbil, paesone vicino a San Sebastiàn, da giocatore è stato una bandiera dell'Athletic Bilbao con cui ha disputato la bellezza di 510 partite: sesto di sempre per un club che ha fatto dell'appartenenza il suo punto di forza.

Nato come ala destra tutto sommato normale, Andoni ha avuto bisogno di un incontro speciale per svoltare la sua carriera da giocatore e, chissà anche quella da allenatore: nel 2011 a Bilbao arriva infatti Marcelo Bielsa, il tecnico-guru argentino, e lo trasforma in terzino. Grande corsa, ottima tecnica, un contesto tattico dove esaltarsi, Iraola a quasi trent'anni si scopre arma fondamentale in una squadra che arriva fino alla finale di Europa League, poi persa contro l'Atletico Madrid. Andoni ha continuato a macinare chilometri fino alla fine della sua carriera, curiosamente in un contesto controintuitivo come il campionato americano Mls, a New York.

Praticamente subito dopo il ritiro da calciatore ha cominciato ad allenare, 'sporcandosi le mani', senza avere granché del predestinato. Aek Larnaca, Mirandés e Rayo Vallecano, quindi Cipro e Serie B spagnola. Il suo modello, ovviamente, Marcelo Bielsa: ritmo, pressing e velocità per le sue squadre che mai hanno dato l'impressione di speculare. Risultati? Sorprendenti. Con Mirandés e Rayo addirittura semifinali di Coppa di Spagna, nel primo caso addirittura con una squadra di Segunda División.

Un rendimento che ha fatto drizzare le antenne persino nella lontana Premier, a caccia di tecnici all'avanguardia. Primo approccio da parte del Leeds, poi il contatto definitivo nel 2023 con il Bournemouth, portato al miglior piazzamento della sua storia. Quest'anno infatti sesto posto e qualificazione all'Europa League, con la Champions mancata per un soffio e alcune vittorie di enorme prestigio anche sui campi delle big. Soprattutto, grande valorizzazione dei giocatori: un nome su tutti, Semenyo, venduto a gennaio a peso d'oro al Manchester City, per 75 milioni dopo che era stato pagato 10.

Schema preferito? Il 4-2-3-1 molto offensivo,

con i terzini che pensano più ad attaccare che a difendere. Il suo rendimento a Bournemouth è andato in crescendo, dal dodicesimo posto della sua prima stagione. Anche questo è da tenere conto, eventualmente, per il Milan.

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