Non c’è più solo il Pd che si schiera apertamente con gli islamici per le elezioni amministrative per cui gli italiani sono chiamati al voto anche oggi fino alle 15, anche se già ieri si sono registrate le prime criticità, perchè ora spunta anche l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Gaetano Pedullà. L’uomo di Giuseppe Conte ha infatti partecipato nel weekend a un’iniziativa della comunità palestinese del Veneto e, come si legge sul profilo di quest’ultima «durante la serata, la comunità ha espresso il totale supporto al professor Amjad Yaaqba (foto) , secondo noi figura ideale come assessore alla pace all’inclusione». Un assessorato che verrebbe creato ad hoc.
Ma Amjad non è un palestinese qualunque, bensì un ex dirigente dell’Olp in Italia (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), ricoprendo quel ruolo negli anni Ottanta e Novanta, come lui stesso ammette in un’intervista rilasciata a una televisione veneta. Si è poi occupato del coordinamento delle attività di Cooperazione Italiana in Giordania (con varie declinazioni e per circa 10 anni, dal 2007 al 2018 circa, quindi dopo l’insediamento di Hamas nella Striscia di Gaza avvenuto nel 2006). La comunità poi, sotto un carosello in cui i seguaci del centro indossano la kefiah e tengono in mano, issandola, la bandiera della Palestina insieme a Pedullà, aggiunge che «un’eventuale elezione al consiglio comunale rappresenterebbe un traguardo fondamentale per dare visibilità alla causa palestinese ». Anche se sorge spontaneo chiedersi di quale versione palestinese si farebbe portavoce: se di quella che non ha mai voluto l’esstenza dello Stato di Israele (la prima versione dell’Olp) o se quella che vorrebbe due popoli e due Stati, come teoricamente oggi sostiene l’Anp (Autorità nazionale palestinese).
E il suo passato è non è certo ignoto al partito di Conte, che ha pubblicato il suo curriculum completo sul proprio sito. Sta di fatto che non menzionano mai l’Italia e i bisogni dei cittadini locali, come del resto non hanno fatto nemmeno i 7 candidati bengalesi in quota Pd, che hanno condotto la loro campagna elettorale interamente in lingua straniera, chiedendo voti in nome di Allah. All’evento elettorale della comunità hanno partecipato, oltre a Pedullà, tutti i rappresentanti locali dei Grillini «uniti nel sostenere un modello di città multietnica, accogliente e fondata sul dialogo interculturale». Amjad Yaaqba è, in ogni caso, il palestinese individuato dai pentastellati per lanciare l’assessorato alla Pace. Beh, il profilo perfetto se pensiamo che fa parte di un centro islamico che ha pianto la dipartita di Ismail Haniyeh, capo politico di Hamas fino al 2024, anno in cui è stato ucciso da Israele. Lo stesso Haniyeh che in un discorso trasmesso dalle tv libanesi nell’ottobre 2023 (quando ci fu il pogrom), ha affermato: «Abbiamo bisogno del sangue di donne, bambini e anziani per risvegliare in noi lo spirito rivoluzionario», spingendo per il martirio come mezzo di lotta. Ma la comunità palestinese del Veneto, che sostiene la sua candidatura e con cui si è riunto Pedullà, lo considera un martire e non un leader sanguinario, come scrivono il 31 luglio del 2024, giorno del suo decesso: «Possa Dio accogliere la sua misericordia e il martire della Palestina, il grande leader e martire Ismail Haniyeh ».
Gli stessi che chiedono la liberazione di Marwan Barghouti (accusato di aver guidato e diretto gruppi armati palestinesi durante la Seconda Intifada) e nel mentre spingono il loro volto di punta: «Al consiglio comunale di Venezia nelle fila del movimento 5 stelle i palestinesi votano ed invitano a votare Amjad Yaaqba. Con Andrea Martella Sindaco». Un intreccio quantomeno controverso, per usare un eufemismo, tra politica palestinese e quella italiana.