nostro inviato a Firenze
Prove di formazione anti Irlanda del Nord contro i giovani dell'Empoli, sparring partner schierati con la difesa a 5 al posto delle sagome presenti sul campo durante il primo allenamento di lunedì: il giovane Palestra («non mi aspettavo la chiamata, vivo un sogno e sono stato accolto benissimo») insidia Politano come quinto a destra. I calciatori con problemi fisici continuano il piano di recupero: Tonali è recuperato, Bastoni e Scamacca sono quelli messi un po' peggio (ma il secondo non sarebbe stato comunque titolare), Mancini sta sempre meglio come Calafiori. Il difensore - ragazzo pacato e dal carattere schivo che sta vivendo l'esperienza della Premier dove c'è più intensità in campo che in serie A - è il volto di questa Nazionale che vive l'avventura tra leggerezza e consapevolezza del compito richiesto. Il che non vuol dire essere sprovveduti ma sentirsi nel vivo dell'impresa. «La pressione c'è e non si può evitare, sarebbe stato meglio qualificarsi direttamente, ma più che con responsabilità, vedo lo spareggio come un'opportunità - così il calciatore dell'Arsenal -. Preferisco mille volte giocare una partita così che non avere questa chance, voglio andare in America visto che sogniamo da quando siamo piccoli di disputare un Mondiale».
Pause e parole misurate, ottimismo e una relativa tranquillità almeno all'apparenza, quasi che Calafiori come gli altri siano lusingati che tocchi proprio a loro salvare l'onore patrio: «Bisogna viverla così, sappiano l'importanza e la delicatezza della situazione ma la mia filosofia è quella di essere positivo. Se uno pensa positivamente, alla fine le cose le ottiene. Non vogliamo sbagliare, dovremo mantenere alta la concentrazione soprattutto sui calci piazzati, dipende più da noi che dall'avversario».
Nelle qualificazioni la fase difensiva non è stata impeccabile: nove i gol subiti, quattro solo in una gara contro Israele, non certo un avversario irresistibile: «Quando si prende un gol il problema non è solo un reparto, non c'è da pensare al passato, ma guardare solo a ora e ottenere il risultato che vogliamo.
Dei mesi scorsi mi piace ricordare il 5-0 contro l'Estonia a settembre. Quella sfida mi ha trasmesso e lasciato buone sensazioni. Lo stadio ci può dare una mano anche stavolta: credo che Bergamo ci spingerà. Vogliamo tutti la stessa cosa, perché complicarci la vita pensando negativo?».