Nel campo rom di via Martirano i rom ribelli non pagano l'affitto

Nelle casse del Comune milanese sono finiti appena 5mila euro, a fronte dei 25mila che i rom del campo regolare avrebbero dovuto pagare

Nel campo rom di via Martirano i rom ribelli non pagano l'affitto

Emergono nuovi dettagli sul campo rom regolare di via Martirano. Le famiglie rom che vivono all’interno del villaggio, ovvro 13 nuclei per 49 persone di cui 18 minori, pagano solo il 20% delle quote d’affitto. Di conseguenza, nelle casse del Comune sono finiti appena 5mila euro, a fronte dei 25mila che i rom avrebbero dovuto pagare.

A far notare la questione è Silvia Sardone, consigliere comunale ed europarlamentare della Lega. "È questa l’integrazione che piace alla sinistra? Ricordo che questo campo era stato venduto alla stampa come il migliore d’Europa, un fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale targata Pisapia". Giusto per intenderci, parliamo di un insediamento che nel luglio del 2018 ha visto un maxi blitz dei carabinieri (GUARDA IL REPORTAGE) che ha portato alla luce all’interno del campo un vero e proprio bazar del lusso con occhiali, borse e portafogli di marca, oltre ad arnesi per scassinare serrature, binocoli, scanner, imbracature, mentre nel 2016 in via Martirano una lite tra rom si è conclusa a colpi di pistola.

Sardone poi aggiunge che di recente, con una delibera di giunta, l’amministrazione comunale ha pure approvato un progetto definitivo che prevede lo stanziamento di 270mila euro per interventi di messa in sicurezza e ampliamento del campo rom. "Soldi sperperati dalla sinistra in nome di un’integrazione che esiste solo nelle favole", aggiunge la consigliera che era stata nel campo per un sopralluogo.

A quanto si apprende, ora l’assessore Majorino si attiverà per trasformare la funzione del villaggio che sarà utilizzato per l’accoglienza di nuclei famigliari in condizioni di disagio abitativo con un modello organizzativo diverso. "Ammesso il fallimento, mi piacerebbe che in via Martirano vengano accolte anche tutte quelle famiglie italiane in difficoltà che però hanno la sfortuna di non essere di etnia rom e quindi di non essere considerate dal Comune. Altrimenti – chiude Sardone – l’unica soluzione praticabile è quella dello sgombero del Villaggio".

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