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Il cantautore «Nel mio nuovo album l’ultimo passo del nostro matrimonio artistico»

«Sentito che autenticità?». Così Giovanni Nuti esordisce parlando di Lucia Bosé che questa sera lo accompagnerà a Porto Cervo nel recital all’interno della rassegna culturale «Ora d’ozio - Costa Smeralda Festival 2010»(e potrebbe arrivare anche al Piccolo Teatro di MIlano). Lui è un tesoro della canzone d’autore e, attraverso un legame fuori dall’ordinario con Alda Merini, è diventato un unicum in Italia. Dal 1993 ha incrociato il suo talento con quello folle della poetessa, ha pubblicato dischi e fatto concerti che si sono aggiunti ai suoi da solista in un percorso che ce ne fossero. E un mese fa ha pubblicato quello che definisce «l’ultimo capitolo del nostro matrimonio artistico»: il cd «Una piccola ape furibonda» che è da godere perché incasella i versi puri e impuri della Merini accanto a ritmi dei Caraibi o dei Balcani, a pop autorale a frange jazz che spuntano qui e là. Un disco di nicchia, sì, ma di quella nicchia con il cervello, non tanto per.

E dal vivo è ancora più emozionante, se non altro perché Nuti e la poetessa hanno davvero condiviso anni di arte e di sofferenza. «La sentivo spesso parlare della Bosé e sono contento che lei, per omaggiare Alda, abbia accettato di fare teatro dopo aver detto di no persino a Luchino Visconti».

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