A un certo punto la Liguria è diventata troppo stretta, così hanno deciso di «allargarla». In principio era Ovada, l'avamposto della Cassa di risparmio di Genova e Imperia, uno dei primi sportelli ad essere aperti al di fuori (seppur di poco) dei confini regionali. Presto toccherà a Reggio Emilia, Desio, Salsomaggiore. Tra non molto anche alla vicina Costa Azzurra e alle possibili piazze di Antibes, Mentone e (forse) Cannes, mentre a Nizza un'agenzia Carige già esiste. In mezzo, vent'anni di continua e costante espansione territoriale per spiegare la quale basterebbe un buon atlante geografico. O forse neppure quello.
«Abbiamo intrapreso il nostro cammino di sviluppo - racconta Carlo Arzani, vice direttore generale del gruppo che oltre a Banca Carige comprende anche Cassa di risparmio di Savona, di Carrara, Banca del Monte di Lucca, Banca Cesare Ponti, due compagnie di assicurazione e una società di gestione del risparmio - all'inizio degli anni 90 quando a seguito della legge Amato abbiamo tramutato la ragione sociale in s.p.a. Prima eravamo solo cassa di risparmio con 140 filiali sparse qua e là per la Liguria e pochi sportelli altrove». Business prevalentemente locale, quindi, e target rivolto essenzialmente alle famiglie e ai piccoli risparmiatori, oltre che alla piccola e media impresa. La svolta con la S maiuscola arriva nel 1994 grazie alla quotazione in borsa (prima cassa di risparmio a tagliare questo traguardo in Italia). E a quel punto i confini di casa nostra sono diventati troppo angusti per gli instancabili «globe-trotter» della Carige. Da 138 filiali, il 95 per cento delle quali ubicate appunto in Liguria, si è passati in meno di due decenni a 513 sportelli bancari (404 a marchio Carige e 109 degli altri istituti di credito). «La nostra rete bancaria - puntualizza il vice direttore generale - è presente ormai in dodici regioni con 920 punti vendita in tutta Italia e circa 400 agenzie di assicurazione che fanno capo alle due compagnie Carige Assicurazioni e Carige Vita Nuova. E l'obiettivo adesso è di radicarsi ancora di più nei territori dove siamo già arrivati». Quindi Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna. Prossime tappe del tour de force? Casale, Alessandria, Cesano Maderno, Desio, Seregno, Reggio Emilia, Salsomaggiore. A far la parte del leone, la Lombardia dove tra un paio d'anni alle 40 esistenti si aggiungeranno altre 20 filiali. Il Piemonte è quasi «a tappo» con 60 punti vendita, di cui 39 agenzie bancarie (14 in provincia di Alessandria, 10 in quella di Torino, 8 in quella di Cuneo, 3 in quella di Asti, 2 a Novara e una ciascuno nelle provincie di Verbania e Vercelli) e 21 agenzie assicurative. Obiettivi di mercato? Conquistare una quota intorno al cinque per cento al di fuori della Liguria dove banca Carige si è assestata quasi al trenta. Il 2006 comunque rimarrà un anno da ricordare: «Il bilancio della sola Carige ha visto una crescita dell'utile netto pari al 14,6 per cento, in valore assoluto 156,9 milioni di euro, mentre a livello di gruppo l'utile ha avuto un incremento del 4,9 per cento. È stato il nostro miglior bilancio». E nell'arco degli ultimi dodici mesi sono state 18 le filiali aperte in tutto il territorio nazionale, da Canelli a Monza, da Nizza Monferrato a San Lorenzo al mare, da Ancona a Parma.
Carige cresce anche fuori dalla Liguria
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