«Carissimo Enea, vi benedico» Ecco l’e-mail segreta del Papa

Il delegato di un’associazione tradizionalista, l’aveva incontrato da cardinale. Ora Benedetto XVI gli ha scritto dal vecchio indirizzo

Andrea Tornielli

Se Giovanni Paolo II è stato il primo Papa a usare l’e-mail per spedire un documento pontificio - accadde il 22 novembre 2001 con l’esortazione per la Chiesa in Oceania - Benedetto XVI potrebbe essere il primo Pontefice che ha risposto a dei messaggi di posta elettronica usando un indirizzo privato, estraneo al server del Vaticano. Due esponenti di associazioni tradizionaliste cattoliche, in Alto Adige e nel mantovano, assicurano di aver ricevuto brevi messaggi a firma del Papa attraverso l’e-mail. Il protagonista di questa vicenda si chiama Enea Capisani, ha 22 anni ed è il delegato per Bolzano dell’associazione «Una Voce Venetia», che si batte per la salvaguardia dell’antica liturgia, un tema a cui Ratzinger è sempre stato sensibile. Nei primi giorni di novembre del 2003 Capisani si trovava a Wigratzbad, un paesino della Baviera dove è attivo un seminario tradizionalista in comunione con Roma. «Un pomeriggio, mentre mi trovavo al bar del paese - racconta al Giornale - ho visto entrare il cardinale Ratzinger in compagnia del rettore del seminario. Mi sono presentato, gli ho detto chi ero e gli ho dato il mio biglietto da visita. Lui si è mostrato interessato all’attività dell’associazione e mi ha chiesto di tenerlo informato. Per questo ha voluto che io prendessi nota del suo indirizzo e-mail personale». Dopo quell’incontro, Capisani ha inviato un paio di messaggi al porporato tedesco. «Scrivevo in tedesco e la risposta arrivava nella stessa lingua, non prima di due settimane». Dopo l’elezione di Ratzinger, avvenuta lo scorso 19 aprile, il delegato di «Una Voce Venetia» ha provato a spedire un’e-mail al solito indirizzo, per informare il nuovo Papa della celebrazione speciale di due Messe secondo il vecchio rito nella zona di Bolzano. «Con sorpresa ed emozione - racconta - il 25 maggio ho ricevuto la risposta, in tedesco, a firma di Benedetto XVI». «Carissimo Enea - si legge nel messaggio - il Santo Padre Benedetto XVI ha con grande gioia appreso la notizia della celebrazione delle Sante Messe in rito romano antico... e invia volentieri a tutti i presenti alla celebrazione la benedizione apostolica. Benedikt XVI Joseph Ratzinger». Come si vede un messaggio scritto in terza persona, ma firmato comunque dal Papa.
Qualcosa di simile si è ripetuto a Mantova, da dove in giugno Mansueto Bassi, consigliere nazionale di «Una Voce», ha spedito un messaggio allo stesso indirizzo e-mail, suggerendo tra l’altro al Pontefice di concludere la Giornata dei giovani di Colonia con la recita di un «Pater, Ave, Gloria». Anche in questo caso, dall’e-mail personale di Ratzinger, è arrivata la risposta, datata 28 luglio: «Egregio Signor Bassi, con grande gioia apprendo la notizia della celebrazione della Santa Messa in Rito tridentino a Mantova, lo stesso rito che io stesso ho celebrato a Wigratzbad, a Weimar... e le formulo i miei complimenti per la riuscita dell'impresa e gli auguri che questa Messa venga celebrata ancora tanti anni a Mantova. I giovani a Colonia... è per me una bellissima cosa vedere i giovani da tutto il mondo venire a Colonia in agosto. Mi sovvengo del tempo in cui le chiese erano ancora piene di giovani, anche se la Santa Messa veniva officiata in latino. Terrò conto della Sua richiesta del Pater-Ave-Gloria al termine della GMG. Non so se sarà possibile recitarlo in latino, ma vedremo ciò che si può fare». «“Non abbiate paura!” - si legge ancora nel testo ricevuto da Bassi -. Il mondo deve andare avanti, specialmente in questo momento colpito da terrorismo... non bisogna avere paura. Già san Tommaso d'Aquino 800 anni fa scriveva: “Quantum potes, tantum aude!”. Avanti con coraggio, Mansueto! Lo dico a Lei, lo ripeterò anche al mondo, ai giovani a Colonia, a tutti! La ringrazio delle sue preghiere e le prometto di pregare anch'io per lei. Benedetto XVI. Joseph Ratzinger».
Come si vede, questa volta il messaggio appare scritto in prima persona. È noto che Ratzinger non ama utilizzare macchine per scrivere o computer, preferisce la penna o detta al registratore i suoi interventi. Più volte, in questi mesi, i dicasteri vaticani si sono visti recapitare pareri scritti a mano dal Pontefice. È dunque probabile che sia un collaboratore a digitare le risposte ai messaggi. Di certo c’è che Capisani, il delegato dell’associazione tradizionalista a Bolzano, assicura che quell’indirizzo e-mail gli è stato dettato personalmente dall’allora cardinale Ratzinger. La possibilità che il nuovo Papa abbia voluto continuare a rispondere a qualche messaggio, che in questo caso non passa come da tradizione attraverso la Segreteria di Stato, è nel suo stile. Semplice e informale.

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