Caso D’Alema, Ordine ancora fermo Tucci: «Non parlo con voi del Giornale»

RomaBruno Tucci?
«Sì?».
Buongiorno.
«Con chi parlo?».
Emanuela Fontana.
«Mi dica».
Del «Giornale».
Pausa. «Dica!».
La chiamo per il caso D’Alema-Sallusti, a Ballarò. Volevo sapere se...
«Senta io ho parlato ieri con un suo collega».
Sì.
«Il quale ha scambiato una chiacchierata telefonica con un’intervista e quindi chiamate qualcun altro! (incomprensibile)».
Aspetti.
«Non me! Graziearrivederci».
Clic.
Domande rimaste nel computer, monologo interiore: Tucci, lei presiede l’ordine dei giornalisti del Lazio, ha visionato la cassetta con la rissa televisiva tra Massimo D’Alema e il condirettore del Giornale Alessandro Sallusti andata in onda nella puntata di Ballarò di martedì? Se sì, come valuta l’insulto rivolto da D’Alema a Sallusti: «...vada a farsi fottere?» E le accuse successive? Se no, cioè se non ha ancora visto la cassetta di Ballarò, perché non lo ha ancora fatto? Non crede che D’Alema, essendo iscritto all’ordine dei giornalisti del Lazio, debba essere sanzionato per il suo comportamento? Se non ritiene che debba essere sanzionato, ci può dire perché? Se fosse accaduto il contrario, cioè se Sallusti avesse mandato a farsi fottere D’Alema, secondo lei cosa sarebbe successo? Perché, Tucci, non risponde alle nostre domande? Ci risponderà, un giorno?
Graziearrivederci.

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