Il caso della maestra presa a calci

Minacciano di incatenarsi alla scuola se non arriveranno le televisioni di tutta Italia a riabilitare l’immagine del figlio e annunciano una querela alla direttrice dell’istituto colpevole, secondo loro, di non aver ascoltato per tre anni i loro appelli a difendere il bambino vittima di bullismo: per Santina e Giuseppe, genitori del bambino di 10 anni che colpendo la sua maestra, Maria Marcello, nel quartiere napoletano di Barra, ne ha causato l’asportazione della milza, il gesto inconsulto del figlio è stato dettato proprio dall’esasperazione per quei continui sfottò dei compagni di classe e, pur condannando il gesto, puntano il dito contro la scuola che non ha mai ascoltato i loro segnali di allarme.
«Adesso vogliamo la televisione - dice Santina - tutti devono sapere la verità, che nostro figlio non è quel mostro che è stato dipinto e se non ci ascolterà nessuno ci andremo a incatenare alla scuola. Lui ha sbagliato e ci dispiace tanto per la maestra - continua - ma non si è trattato di un’aggressione con calci e pungi, ma di un solo schiaffo che il bambino ha dato da seduto mentre cercava di divincolarsi dalla presa dell’insegnante».
A confermare questa versione dei fatti ci sono alcuni genitori dei compagni di classe di S. che ieri sono andati a fare visita alla famiglia per portare il loro sostegno. Il protagonista della vicenda non è ancora rientrato a scuola e, spiegano i genitori, riprenderà le lezioni solo dopo una visita neuropsichiatrica che è in programma per mercoledì prossimo.
Domani invece, si annuncia, partiranno le prime querele.
«La direttrice sapeva da tre anni quello che subiva nostro figlio - dice Giuseppe - eppure non ha mai fatto niente per risolvere la situazione. Per questo domani procederemo con una querela». Intanto è stata sciolta la prognosi per Maria Marcello, la docente colpita, giorni fa, dal ragazzino: un calcio aveva causato all’insegnante un dolore tremendo, si era subito accasciata a terra. Poi la corsa in ospedale e l’intervento chirurgico d’urgenza. La donna aveva infatti la milza spappolata e le è stata asportata.
I postumi ci sono ancora ma il decorso è favorevole e nell’arco di sei-dieci giorni potrebbe anche essere dimessa. Da ieri si alimenta in maniera autonoma, e ieri ha anche camminato un po’. Il marito, Biagio Estatico, e il figlio Antonio si dicono contenti. Domani la professoressa festeggerà anche il suo ventesimo anniversario di matrimonio. «Ci conosciamo da 32 anni - dice Biagio Estatico -: domani le regalerò un abbraccio. Appena sarà possibile andremo ad Assisi». Intanto continua il via vai di amici, parenti, colleghi.
Poche, quasi del tutto assenti, le presenze istituzionali. Ad eccezione dell’assessore comunale alla Pubblica istruzione, Gioia Rispoli, «nessuno ci ha più chiamato», dice la famiglia. Lei, la professoressa che stava rischiando la vita per aver tentato di sedare un litigio tra due suoi alunni, è serena, tranquilla, contenta di stare meglio. La sua famiglia vorrebbe portarla a casa già giovedì, per una degenza tra le mura di casa. «Adesso vogliamo per lei solo tanta tranquillità», dice il marito.

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