I supermercati Tigros avevano trovato l'antidoto anti crisi e, nelle settimane in cui la febbre per il Superenalotto era salita alle stelle, avevano lanciato un'idea, tutto sommato, simpatica: i gratta e vinci con in palio posti di lavoro anziché soldi. Come a dire che di questi tempi la vera vincita che cambia la vita è un'occupazione, non qualche centinaia di euro. Alla cassa si potevano ritirare i cartoncini della fortuna e scoprire immediatamente se si poteva ottenere un contratto al supermercato o no. Il lavoro poteva essere ceduto a parenti ed amici.
L'idea non è piaciuta, nemmeno un po', ai sindacati. «Riteniamo che quanto messo in atto dalla Tigros - sostengono i rappresentanti della Filcams Cgil - non debba passare inosservato perché c'è il rischio che si crei un pericoloso precedente, quello di stravolgere un diritto fondamentale per tutti i cittadini che è quello di avere un posto di lavoro, mentre così lo si offre alla pari di un qualsiasi premio. Fare concorsi a premi al giorno d'oggi è normale, ma mettere in palio posti di lavoro a dell'assurdo».
I sindacati chiedono piuttosto che la catena di supermercati affronti il tema dell'occupazione in modo serio, con delle precise strategie di assunzione. Magari con contratti a termine e stagionali, ma con serietà, non attraverso un gioco.
Caso Tigros, i sindacati: "Il lavoro non si vince con il gioco"
La Filcams Cgil critica l'iniziativa della catena di supermercati Tigros di Varese che ha inventato i gratta e vinci per aggiudicarsi un posto di lavoro
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