(...)La corrispondenza tra lamministrazione locale e il palazzo romano - da poco acquisita dalla Procura, che nei mesi scorsi con il pm Alfredo Robledo ha aperto uninchiesta su un presunto business legato alle contravvenzioni, e che ha indagato il comandante e il vicecomandante della polizia municipale di Segrate oltre ai titolari di due ditte, la Scae e la Citiesse - inizia il 23 ottobre 2007. Il Consorzio del corpo di polizia intercomunale del Nord Lodigiano, infatti, scrive al dipartimento per gli Affari interni e territoriali del ministero, chiedendo lumi sulluso dei T-Red. E, soprattutto, sui limiti nelle sue applicazioni. La risposta arriva meno di un mese dopo. È il 17 gennaio scorso. Dal dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Viminale spiegano che se è vero che «la rilevazione a distanza e differita nel tempo delle infrazioni del codice della strada, effettuata con lausilio di apparecchiature automatiche, costituisce una deroga al principio della contestazione immediata e della presenza dellaccertatore», tuttavia la «valutazione preventiva sullinstallazione dei dispositivi o mezzi tecnici di controllo a distanza delle violazioni» del codice «è rimessa al prefetto, in quanto autorità provinciale di pubblica sicurezza». Perché così stabilisce larticolo 4 del decreto legge del 20 giugno 2002 (n. 121) sulle disposizioni urgenti per garantire la sicurezza nella circolazione stradale. E dunque, «mentre in presenza dellorgano di polizia, il dispositivo di rilevamento dellinfrazione semaforica può essere adoperato anche al di fuori delle autostrade, delle strade extraurbane principali, nonché delle altre strade, diverse conclusioni valgono per le apparecchiature di rilevamento automatico non presidiate da agenti accertatori, dovendo queste ultime essere installate solo ed esclusivamente sulle strade individuate con apposito decreto prefettizio». E quel decreto, nel caso di Segrate e dei Comuni limitrofi, non esiste.
È quasi la pietra tombale su una vicenda che ha esasperato schiere di automobilisti. Ad ogni modo, il ministero - in ragione «dei profili di problematicità meritevoli di adeguato approfondimento» che la questione presenta - ha chiesto un parere allAvvocatura generale dello Stato. Lultima valutazione prima che migliaia di multe - in poco meno di un anno sono state circa 33mila - vengano stracciate. E prima, anche, che partano i ricorsi per le contestazioni già pagate da quanti sono stati pizzicati dalle telecamere a «bruciare» un giallo troppo breve lungo la statale Cassanese.