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Terrorismo, la decisione della Cassazione su Mohammad Hannoun

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio le ordinanze del Riesame. In attesa di una nuova pronuncia, Hannoun resta in carcere a Terni. Motivazione entro 30 giorni

Terrorismo, la decisione della Cassazione su Mohammad Hannoun
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La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio le ordinanze del Riesame che confermavano gli arresti del gip del tribunale di Genova nei confronti del presidente dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, in carcere con l'accusa di avere finanziato Hamas.

La Suprema Corte ha inoltre decretato inammissibili i due ricorsi della procura di Genova contro la scarcerazione, decisa dal tiibunale del Riesame in precedenza, nei confronti di Raed Al Salahat, 48 anni, difeso dagli avvocati Samuele Zucchini ed Emanuele Tambuscio e di Khalil Abu Deiah, legale rappresentante dell'associazione La Cupola d'Oro. Per quanto riguarda l'annullamento delle ordinanze di arresto, il Riesame avrà adesso dieci giorni per riesaminare il caso. In attesa di una nuova pronuncia del Riesame, Hannoun resta in carcere a Terni. Motivazione entro 30 giorni.

"Visto che il provvedimento riguarda tutti, sembra evidente che i giudici della Corte di Cassazione abbiano ascoltato e immagino accolto il tema di fondo posto da me e dagli altri difensori, cioè è configurabile in questo caso il 270 bis?". Così all'Adnkronos l'avvocato Fabio Sommovigo, legale, insieme a Dario Rossi e Emanuele Tambuscio, del presidente dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, dopo la decisione della Cassazione di annullare l'arresto nei suoi confronti e nei confronti di Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, accusati di fare parte di un'associazione con finalità di terrorismo che avrebbe finanziato Hamas.

L’inchiesta nasce da accuse di finanziamento al terrorismo che hanno portato all’arresto di Hannoun. Per i pm dell’antiterrorismo della procura di Genova, il leader palestinese avrebbe dirottato i fondi raccolti tramite la sua onlus verso Hamas. Perno dell'accusa circa sette milioni di euro che, secondo i pm, sarebbero stati inviati nella Striscia di Gaza. I legali difensori avevano sostenuto che le fonti indiziarie si basassero soprattutto su dossier provenienti dalle autorità israeliane, su cui ruoterebbe parte della ricostruzione.

Da quanto si apprende, infatti, tali informative sono state definitivamente escluse come fonte di prova, in linea con quanto già deciso dal Riesame di Genova e dai pg della Cassazione. Hannoun, fondatore di un’organizzazione attiva nel supporto alla popolazione della Striscia, rimane nel carcere di Terni in attesa di una nuova decisione del Riesame.

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