Il centrodestra si schiera con lui: "Colpita la voce più libera d’Italia"

Ministri, parlamentari e governatori indignati per un "provvedimento odioso". Ma la sinistra che difende Santoro e manifesta per il diritto di cronaca ora tace

La sospensione decisa dall’Ordine dei giornalisti del direttore Feltri è un atto odioso da regime comunista.
Sandro Bondi
Ministro della Cultura e coordinatore del Pdl

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Piena solidarietà a Vittorio Feltri. La sua sospensione è una barbarie contro la libertà di stampa, un gesto di pura intimidazione per scoraggiare tutte le voci scomode e mandare un segnale ai giornalisti che ogni giorno raccontano il Paese, i suoi vizi e le sue virtù, ma si macchiano del terribile peccato di non essere antiberlusconiani. Chi sgarra viene messo nel mirino di censori, pubblici ministeri e assemblee di redazione strumentalizzate, con l’unico risultato che mentre il mondo dell’editoria mondiale sta cambiando radicalmente troppi media italiani perdono tempo in una caccia alle streghe a senso unico.
Roberto Formigoni
Governatore della Lombardia

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Non conosco gli atti della vicenda, ma stupisce il tempismo della decisione alla vigilia delle elezioni. Ho molta stima per Feltri e mi sembra che siano stati usati due pesi e due misure.
Ignazio La Russa
Ministro della Difesa e coordinatore del Pdl

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Resto sorpreso e perplesso dinanzi alla sospensione per sei mesi decisa dall’Ordine dei giornalisti nei confronti di Vittorio Feltri. E mi auguro che questa decisione negativa per il direttore del Giornale venga cancellata nel grado successivo.
Paolo Bonaiuti
Sottosegretario alla presidenza del Consiglio

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Esprimo tutta la mia solidarietà a Vittorio Feltri, vittima di una sentenza dell’Ordine dei giornalisti lombardo con la quale si tenta di zittire la voce più libera del giornalismo italiano. La casta di sinistra che governa il giornalismo italiano ha perso qualsiasi residua credibilità. Questi signori usano la libertà di stampa e l’indipendenza dell’informazione unicamente come arma al servizio di una precisa parte politica. Sono certa che Feltri non si farà intimidire da questa assurda sentenza e che continuerà a scrivere in libertà rispondendo del suo operato unicamente ai propri lettori, così come prevede la Costituzione che fino a prova contraria conta più dei probiviri di un ordine professionale che non ha più senso di esistere.
Daniela Santanchè
Sottosegretario all’Attuazione del programma

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La sospensione di Vittorio Feltri è gravissima e grottesca e dimostra che l’Italia è piena di piccoli Vyshinskij faziosi e biliosi che, fra l’altro, si sono sistemati nell’Ordine dei giornalisti. Purtroppo essi non hanno neanche l’intelligenza di capire che, ricorrendo a questi provvedimenti, si rendono ridicoli.
Fabrizio Cicchitto
Presidente dei deputati Pdl

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Come giornalista e non come ministro sono allibito di fronte alla sentenza politica che cerca di fermare la penna del giornalista più libero d’Italia, Vittorio Feltri.
Gianfranco Rotondi
Ministro per l’Attuazione del programma

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In diverse occasioni, non ultime quelle oggetto di contestazione, abbiamo dissentito dall’opportunità di alcune scelte giornalistiche di Vittorio Feltri. Ma l’iniziativa presa dall’Ordine dei giornalisti nei suoi confronti è davvero sorprendente e intimidatoria in un Paese nel quale, per settimane e mesi interi, giornaloni e trasmissioni del prime time ci hanno propinato spazzatura e guardonismo della peggior specie spacciandoli per esercizi di democrazia, senza che nessun ordine professionale abbia sentito il dovere di un sussulto di dignità. Di fronte a tutto questo il silenzio di quel partito politico-mediatico che ci ha ammannito ridicole manifestazioni sulla libertà di stampa, che si erge a paladino della libera espressione e ogni giorno grida alla censura, è emblematico. Oggi da quanti hanno impropriamente fatto di questo tema il cavallo di battaglia della campagna elettorale, ci saremmo aspettati una presa di posizione a difesa della libertà di esprimere opinioni, anche se esse sono molto distanti dalle loro.
Gaetano Quagliariello
Vicepresidente dei senatori Pdl

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Santoro può dire quello che vuole, e l’Ordine tace. Feltri dice la verità, e l’Ordine lo sospende. La condanna a Feltri è un grave attentato alla libertà di informazione. In un Paese civile non ci sarebbe l’Ordine dei giornalisti. La libertà di informazione non obbedisce a ordini.
Vittorio Sgarbi
Sindaco di Salemi

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Con un provvedimento senza capo né coda si è cercato di colpire Vittorio Feltri, a cui esprimo totale solidarietà. Feltri è un autentico fuoriclasse del giornalismo e della scena civile italiana. È il Montanelli dei nostri tempi, e dovremmo tutti esserne consapevoli. Resta solo da capire come mai siano ammutoliti i difensori professionali, ma a singhiozzo, dell’articolo 21 della Costituzione, che oggi sono tutti silenziosi...
Daniele Capezzone
Portavoce del Pdl

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Ancora una volta abbiamo la prova che nel nostro Paese esistono due pesi e due misure. Giovedì sera Santoro ha messo in onda tre ore di puro odio attaccando senza mezzi termini il presidente del Consiglio, oggi apprendiamo che l’Ordine dei giornalisti ha deciso di sospendere il direttore del Giornale Vittorio Feltri. La decisione nascerebbe dal caso Boffo. Peccato che Feltri abbia già abbondantemente chiesto scusa riconoscendo il proprio errore. Al contrario, non mi risulta che Santoro abbia chiesto scusa per il festival della parolaccia di Bologna. Sono sicuro, però, che a Santoro non accadrà niente, così come sono sicuro che i difensori della libertà di informazione non si stracceranno le vesti per Feltri, oggetto di una misura che sa tanto di ritorsione.
Maurizio Lupi
Deputato del Pdl e vicepresidente della Camera

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Trovo odiosa l’interdizione a scrivere che è la più significativa delle libertà personali. La misura disciplinare tocca Vittorio Feltri, del quale non condivido nulla né dal punto di vista dell’analisi politica, peraltro sempre viziata da un pregiudizio contro Gianfranco Fini e il suo mondo, né dal punto di vista della condotta professionale (il caso Boffo è illuminante). Un motivo in più, non per esprimere al direttore del Giornale una solidarietà ipocrita, ma per sottolineare l’intrinseco errore contenuto in un divieto che dovrebbe essere, in questo caso, come in tutti gli altri, da una severa sanzione pecuniaria accompagnata da una comunicazione pubblica che ricostruisca fatti e responsabilità. In una democrazia degna di tale nome anche Feltri ha diritto di scrivere e di non essere interdetto.
Carmelo Briguglio
Vicepresidente dei deputati Pdl

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Se non sei di sinistra, se non stai buono e a cuccia, allora il diritto alla libertà di informare, e di sbagliare, che vale per gli altri, per te diventa un privilegio da eliminare. La sospensione di Vittorio Feltri è una pagina vergognosa contro la libertà di informazione. È il presidente del Consiglio che fa editti contro qualcuno o è il Minculpop, mai chiuso nonostante il fascismo sia finito 67 anni fa, che stabilisce chi è libero e chi no? La libertà di informazione non gode buona salute in Italia. Ma per le ragioni esattamente opposte a quelle immaginate dalla sinistra. Gli insulti di Santoro e il fango che getta quotidianamente contro il premier sono l’esempio di libertà suggerito dall’Ordine dei giornalisti? Io auspico una forte reazione dei cittadini contro la militarizzazione dell’informazione tentata dalla sinistra. A Vittorio Feltri, uomo libero prima che grande penna, va tutta la mia solidarietà e la mia stima.
Osvaldo Napoli
Vicepresidente dei deputati del Pdl

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La sospensione del direttore Vittorio Feltri è una vergogna nazionale. Viva la libertà!
Mario Borghezio
Eurodeputato della Lega

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Mentre sospendono Feltri, gli illuminati giudici dell’Ordine ci dovrebbero spiegare perché a quei direttori di quotidiani che affidano rubriche fisse ai condannati degli anni di piombo, venga concessa amabile deroga. Visto che è solo l’ipocrisia lo scopo di questa inutile casta, credo sia giunto il momento di allineare l’informazione italiana a quella di tutte le mature democrazie occidentali, abolendo finalmente l’Ordine dei giornalisti.
Deborah Bergamini
Deputata del Pdl

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Il presidente del Consiglio intercettato, Feltri, un grande giornalista, censurato: roba da soviet quotidiano. Il giorno in cui verrà abolito l’Ordine dei giornalisti sarà sempre troppo tardi.
Margherita Boniver
Deputata del Pdl

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