dal nostro inviato a Torino
Tutto parte il 18 dicembre, con una riunione in cui Askatasuna chiama a raccolta gli autonomi d'Europa. "Aska" pretende la presenza, per dovere di reciprocità. E le altre sigle, italiane e non, rispondono. Così Torino, tre giorni fa, è finita al centro di violenze e scontri. In questura, per il preavviso alla manifestazione del 31, è arrivato un gruppo di pro Pal. "Aska" ormai è il cappello di tutto: dai No Tav alla causa palestinese. Tra i 1100 facinorosi di Corso Regina c'erano francesi, parecchi, e spagnoli, meno. L'Italia dei centri sociali ha risposto. Il Cpa di Firenze, per esempio, c'era in massa. E poi gli anarchici, residuali ma protagonisti. A Torino gli anarchici hanno subito un colpo dopo lo sgombero dell'asilo occupato nel 2019. Ma esiste ancora. Le prime file, tre giorni fa come in altre circostanze, sono popolate da ragazzini. Sono i leader storici, però, a tirare le fila organizzative. Nel tempo, è nato un mix generazionale. Giorgio Rossetto, Andrea Bonadonna, Dana Lariuola, Alice Scavone e Ludovica Moro sono nomi "storici". Negli ultimi tempi, sono arrivati pure giovani militanti di origine egiziana come, Choalla Ahmed Magdy Fetouh Abdel Fattah e Elkomey Khale Ezzat Ibrahim Abd El Sa. Poi c'è Sara Munari, ventenne sempre in prima fila, già protagonista dell'invasione al Campus Einaudi. E giovani sono anche Francesco Fascio, Diego Mazzanti e Stefano Millesimo. È un centro sociale: "Aska" rifiuta le gerarchie. Ma qualcuno che "spicca" c'è. Figure di riferimento, non necessariamente presenti in piazza. Rossetto, per esempio, è ai domiciliari. I nomi della lista degli indagati, una trentina, non sono ancora noti. C'è attesa anche per i capi d'accusa. Si ipotizza la "devastazione". C'è chi ritiene non basti. Tra i tre arrestati per i fatti del 31 gennaio, c'è Angelo Simionato, grossetano ventiduenne, anarchico incensurato. Era nel gruppo che ha assaltato Alessandro Calista, il poliziotto che ha rischiato la vita. "Vigliacco, in galera", gli scrivono via social. Qualche utente gli augura "la fine di Carlo Giuliani". E il profilo viene chiuso. Per il resto, si calcola occorrano trenta giorni per un'analisi dettagliata delle immagini e delle fonti aperte. Poi, forse, verranno individuati altri presunti responsabili. "A cosa servono i martelli?", ci rivela una forza dell'ordine. "A estrarre i pezzi di marmo, di strada, da lanciare. Poi certo, visto che ci sono, colpiscono anche con quelli..". Non a caso l'insieme dei facinorosi ha scelto come nome la "brigata del martello". Torino non è replicabile ma l'universo autonomo ci prova lo stesso. L'appuntamento è a Livorno, per i prossimi 21 e 22 febbraio. "Per realizzare un sogno comune", si intitola l'evento. Tante realtà che hanno aderito a "Blocchiamo tutto" prima e al corteo per Askatasuna poi lanciano un tentativo di fare rete. L'appello viene lanciato su Infoaut.org. In un comunicato, gli autonomi attaccano la "repressione" del governo e del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Rivendicando il successo, chiedono "libertà" per gli arrestati. Poi c'è la politica. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, polemizza con il governo. "Mi aspetto uno Stato che sappia intervenire e prevenire, specie quando il rischio è conosciuto" E peccato che una parte della sua maggioranza fosse nel corteo. Fratelli d'Italia, con l'assessore regionale Maurizio Marrone, chiede che la palazzina di "Aska", quella sgomberata, venga "assegnata con gara pubblica, mantenendo la vocazione sociale". Ieri in Sala Rossa i meloniani hanno presentato una mozione contro Avs. Fdi ha chiesto la sfiducia di Jacopo Rosatelli, assessore comunale. "Se si partecipa a una manifestazione accettando di farsi mettere il cappello da chi è disponibile a rioccupare un palazzo - fa presente Augusta Montaruli, di Fdi - si accetta anche di partecipare a una manifestazione violenta". E "il buon intento" scompare. I danni stimati dall'amministrazione comunale corrispondono a 164mila euro.
Lo Russo continua a predicare "dialogo" con "Aska": "Solo con chi prenderà distanza netta dalle violenze". Fdi incalza ancora Avs e chiede al deputato Marco Grimaldi, presente il 31, di chiedere "perdono" agli agenti feriti.