È probabile che Jhonatan Narvaez non sappia nemmeno chi è Giacomo Leopardi e che non sia a conoscenza del suo sabato del villaggio, anche se ieri gli irti muri marchigiani li ha spianati con vorace determinazione. Un ecuadoregno a Fermo, dopo aver fatto già sua la tappa di Cosenza. Bis personale, tris per il team Uae Emirates, la squadra emiratina che ha perso subito tre pedine fondamentali come Adam Yates, Jay Vine e Marc Soler andati fuori Giro già dalla prima tappa, ma non si è persa d'animo e si è messa in modalità battaglia. «Volevamo vincere e abbiamo preparato questa tappa benissimo ha raccontato il vincitore -. Sapevamo che non sarebbe stato facile, ma siamo stati all'altezza della situazione e sono contento per me e la mia squadra decimata fin da subito».
Giornata tosta, quella di ieri. Da Chieti a Fermo, 156 km, con un dislivello di 1900 metri. L'arrivo in piazzale del Girfalco, nel centro storico di Fermo con una rampa attorno al 10%, dove Narvaez festeggia l'ennesimo successo dopo una fuga a tre con il compagno Bjerg e Leknessund iniziata a 70 km dal traguardo. Narvaez resta solo a 10 km dall'arrivo sulla salita di Capodarco, con punte al 18% in pavé, dove il norvegese Leknessund (Uno-X) cerca di opporsi con tutte le sue forze, ma inutilmente. Il gruppo dei migliori è regolato a 1'51 da Hindley (compagno di Pellizzari) su Vingegaard, e la sua accelerazione mette in difficoltà proprio Giulio, che perde 2 sul traguardo come la maglia rosa Eulalio e Gall, 3° in generale.
Il sabato del villaggio esalta Narvaez, ma fa sperare Vingegaard. Il danese vive la giornata d'attesa ben coperto in gruppo. Lascia andare via le fughe, si alimenta e si copre bene. L'obiettivo del suo team, la Visma Lease a Bike è duplice: vincere il Giro senza strafare e salvaguardare energie psico-fisiche in vista del Tour e la sfida con l'immenso Pogacar. Il sabato del villaggio è carico di attese anche per Giulio Pellizzari che non fa drammi per i secondi persi: anzi, sul traguardo abbraccia Hindley prima di prendere la via dei motorhome.
«Tappa difficile e molto veloce ha spiegato il giovane corridore della Red Bull - ma è quella di domani (oggi, ndc) che ci metterà a dura prova. A Corno alle Scale un altro passaggio importante di questo Giro».
Il sabato del villaggio è la quiete prima della tempesta: oggi si torna a salire, il re pescatore è chiamato a portarsi avanti con il
lavoro. «È una salita che ho visto sulla carta, come tutte le altre del resto. La maglia rosa? Certo che mi piacerebbe prenderla, sarebbe un onore»: il pensiero del danese. Non è poesia, ma per la rosa sono parole d'amore.