Il festival di Cannes ha preso il via il 12 maggio, spalancando il red carpet della croisette francese, dopo settimane di chiacchiericci e polemiche. La prima, naturalmente, è quella della mancanza di film italiani nella competizione ufficiale. Sezione della kermesse cinematografica che ha fatto arrabbiare molto il regista Werner Herzog che, dopo aver appreso dal direttore artistico Thierry Fremaux di non essere "meritevole" di poter accedere al concorso ha deciso di ritirare il suo film Bucking Fastard dal cartellone. Mancano inoltre i grandi film degli studios americani. Sebbene in cartellone siano presenti due film statunitensi, si tratta di opere di cinema indipendente che di certo non hanno il potere per richiamare l'attenzione (e la presenza) del pubblico. Sembra sempre più evidente, ormai, che le grandi major non siano più ben disposte verso le vetrine dei festival, che molto spesso possono affossare un film prima ancora di lanciarlo nel mercato, specie in un momento storico come questo in cui la promozione delle pellicole passa sempre meno attraverso la critica e sempre più verso il content marketing degli influencer. Quest’anno, oltretutto, il media partner principale del festival è Meta, l’azienda di Mark Zuckerberg: questo ha fatto sì che sul red carpet ci saranno content creator che faranno interviste alle star e un uso massiccio dell’intelligenza artificiale, che sembra andare contro tutto ciò che l’arte dovrebbe rappresentare.
Tutti questi elementi hanno fatto sì che l'avvio dell'edizione 2026 del Festival di Cannes sia apparso un po' sottotono quanto a glamour e risonanza mediatica. E forse è anche per questo che, oggi, all'interno del festival verrà data grandissimo spazio a Top Gun. Il film diretto da Tony Scott e uscito nel 1986 sta per spegnere ben quaranta candeline e, in questi quattro decenni, il film sull'aviazione con protagonista Tom Cruise non solo è diventato un vero e proprio cult, ma continua ad essere una lezione di cinema. Per i pochi che non lo conoscessero, Top Gun racconta la storia del pilota Pete "Maverick" Mitchell (Tom Cruise) che viene mandato alla scuola Top Gun per imparare le regole del volo e cercare di arginare la sua capacità ad infrangerle. Durante l'addestramento, a cui prende parte anche il tenente Tom "Iceman" Kazansky (Val Kilmer), Maverick viene colpito da una tragedia che mina il suo rapporto col volo, ma ben presto un'emergenza lo costringe a rimettersi in carreggiata, anche accettando come secondo qualcuno che non avrebbe mai potuto prevedere.
Il peso di Top Gun nella cinematografia moderna è stato sottolineato anche nel sequel uscito nel 2022, Top Gun: Maverick. Diretto da Joseph Kosinski e interpretato sempre da Tom Cruise, il film è diventato famoso anche per aver ricevuto il plauso di Steven Spielberg, che gli ha riconosciuto il merito di aver salvato il cinema - inteso soprattutto come sala cinematografica - dopo lo svuotamento conseguito alle chiusure per la pandemia di Covid-19. Quindi non sorprende affatto che, al suo quarantesimo compleanno, Top Gun sia stato invitato in una cornice tanto prestigiosa come quella del Festival di Cannes. Il film, infatti, verrà proiettato questa sera nella sezione Cinema de la plage: una proiezione in spiaggia che riunirà tutti gli appassionati del film. Una strategia che molti potrebbero leggere soprattutto come un ricorso alla nostalgia che tanto remunerativa si sta rivelando in questa fase della storia del cinema mondiale. Eppure il riconoscimento a Top Gun non è solo una carezza per un pubblico malinconico, ma sembra quasi essere una vera e propria lezione di cinema.
In un contesto dove i film sono sempre più lunghi, sempre più pretenziosi, dove si fa attenzione che nessuna virgola possa sconvolgere l'animo più delicato degli spettatori, un film come Top Gun può ricordare a tutti cosa sia davvero la settima arte e che la vera capacità di una storia di sconfiggere la prova del tempo si cela proprio nella sua propensione a non edulcorare il racconto, ma lasciarlo vivere. Con la speranza, forse, che questa proiezione possa portare un po' di verve a un festival che quest'anno non sembra essere partito del tutto col piede giusto.