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“Creazione di Israele momento molto importante”. La lezione di Helen Mirren dopo l'aggressione dei pro-Pal

L’attrice è salita sul palco del Taormina Film Fest e ha raccontato anche le sue esperienze diretta con Israele

“Creazione di Israele momento molto importante”. La lezione di Helen Mirren dopo l'aggressione dei pro-Pal
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Helen Mirren in queste ore si trova in Italia per il Taormina Film Fest e dal palco ha ricordato anche il momento in cui è stata aggredita verbalmente due anni fa a Londra mentre passeggiava con il marito. Il video è riemerso solo in queste ore dopo essere passato inosservato nell’ambito dell’aumento del pericolo antisemita. L’attrice si trovava per strada, probabilmente, dopo cena, quando è stata avvicinata da un uomo, che mentre la registrava l’ha insultata: “Malvagia puttana sionista”. È stato il marito, come si vede nei video, ad allontanare i contestatori. “Quella è una cosa successa molto tempo fa. È accaduto sei mesi prima che sia diventato improvvisamente virale su internet, non so in che modo. Io e mio marito eravamo appena scesi dalla metropolitana, la prendiamo sempre a Londra. Sono stata attaccata, per errore, da un uomo forse un po' troppo appassionato o mentalmente non del tutto stabile. Non so se avesse letto cose su internet o se avesse pensato di aver letto qualcosa che in realtà non c'era”, ha spiegato Mirren.

Mirren, finita al centro di un dibattito mediatico quando ha interpretato il ruolo della premier israeliana Golda Meir nel film “Golda”, ricorda le sue radici e il peso della memoria storica: “Ho degli amici fantastici in Israele. La comunità artistica e quella intellettuale israeliana sono composte da persone straordinarie. Essendo nata alla fine della Seconda Guerra Mondiale, sono cresciuta nell'Europa del dopoguerra. La consapevolezza nella generazione dei miei genitori di cio' che era accaduto con l'Olocausto era cosi' profonda, così importante. Di conseguenza, per me la nascita di Israele è stata un momento cruciale, anche se forse è stato fatto nel modo completamente sbagliato e nel posto sbagliato, non so dirlo. Ma qualcosa doveva essere fatto dopo l'orrore della Shoah”.

Mirren ha poi raccontato che “i miei primi due fidanzati erano ebrei, uno francese e uno inglese. Fu proprio con il mio fidanzato inglese che andai in Israele per la prima volta e lavorai in un kibbutz come shiksa (una donna non ebrea). Vidi la realtà dall'interno. E già allora, parliamo di circa sei mesi dopo la 'Guerra dei Sei Giorni', vidi cose che mi turbarono profondamente”. Le forze del male, ha detto, “sorgono ovunque, persino in un Paese come Israele, dove pensi: 'Dio mio, questo è ciò che vi è successo come popolo, come potete anche solo pensare di replicare su un altro popolo le stesse azioni che sono state subite dal vostro? Sono crimini contro l'umanità", ha detto l’attrice.

In un parallelismo storico radicale, la star britannica ha infine collegato l'attualità al concetto stesso di "grandezza" dei leader del passato, da lei spesso interpretati: "Perché Caterina la Grande era definita 'la Grande'? Perche' ha conquistato delle terre. Ha preso la Crimea, un po' come fa Putin. E perché Alessandro Magno era chiamato così? Perche' ha conquistato terre, ha invaso, ha ucciso persone, ha distrutto citta'. E perché ci ricordiamo di Gengis Khan? Perche', con un'incredibile brutalità e un'incredibile crudeltà, ha conquistato terre".

Quindi, “per me la creazione di Israele è stato un momento molto importante, anche se forse è stata fatta nel modo completamente sbagliato e nel posto sbagliato, ma qualcosa doveva succedere dopo l'orrore dell'Olocausto”.

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