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Morto Stoppard, il padre di "Shakespeare in love"

Lo sceneggiatore britannico ha contribuito a creare decine di capolavori teatrali e cinematografici

 Morto Stoppard, il padre di "Shakespeare in love"
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È morto all’età di ottantotto anni Tom Stoppard, celebre drammaturgo e scrittore britannico, vincitore dell’Oscar per la sceneggiatura del film Shakespeare in Love del 1998, diretto da John Madden. Lo ha annunciato la sua agenzia, la United Agents, sottolineando che Stoppard si è spento serenamente a casa, nel Dorset, circondato dalla famiglia. «Ricorderemo Tom per le sue opere, per la loro brillantezza e umanità, per il suo spirito arguto e irriverente, per la generosità d’animo e per il suo profondo amore per la lingua inglese », si legge nel Comunicato. Autore di drammi teatrali che hanno segnato tutta la produzione contemporanea, Stoppard era noto per l’intelligenza dei suoi testi e per la capacità di combinare leggerezza e profondità, divertimento e riflessione. I suoi drammi Rosencrantz e Guildenstern sono morti , I mostri sacri , The Real Thing , The Coast of Utopia e Leopoldstadt hanno vinto il Tony Award alla migliore opera teatrale.

Stoppard scrisse e diresse anche l’adattamento cinematografico di Rosencrantz e Guildenstern sono morti , realizzato nel 1990, e suo unico lavoro da regista. Un prodotto di raffinatissima ironia che vinse il Leone d’oro

alla 47esima Mostra del cinema di Venezia. Nella sua lunga carriera ha scritto anche la sceneggiatura di Anna Karenina (adattamento del 2012 del romanzo di Lev Tolstoj, con Keira Knightley e Jude Law) e ha collaborato in vari modi anche alla stesura della sceneggiatura di uno dei capolavori di Terry Giliam: Brazil (1985) film futuristico e distopico

ispirato da 1984 di George Orwell. Suoi anche alcuni dei tocchi più magici delle sceneggiature de L’impero del sole e Indiana Jones e l’ultima crociata di Steven Spielberg.

L’ironia e il senso dell’avventura che Stoppard metteva nei suoi lavori trovavano origine in un’infanzia molto difficile. Nato Tomáš Straussler in Cecoslovacchia, non aveva ancora due anni quando i suoi genitori ebrei fuggirono dall’invasione nazista del 1939 a Singapore. Tre anni dopo in piena guerra mondiale, fu evacuato in India con la madre e il fratello. Il padre rimase a Singapore, occupata dalle truppe giapponesi dal 1942 al 1945, come ufficiale medico. E questo basta spiegare il suo ruolo fondamentale ne L’impero del sole .

Alla morte del genitore, la madre si risposò con un maggiore dell’esercito britannico, Kenneth Stoppard, che adottò i ragazzi e riportò la famiglia in Inghilterra dopo la guerra.

Stoppard lasciò la scuola a 17 anni, diventando un cronista del Western Daily Press di Bristol. Dopo qualche anno trascorso a sperimentarsi con brevi drammi radiofonici, la sua prima opera teatrale andò in scena prima per il teatro di Amburgo e poi sulla televisione britannica.

Trasferitosi a Londra, scrisse recensioni teatrali con lo pseudonimo di William Boot, prima che una borsa di studio della Ford Foundation gli permettesse di recarsi a Berlino per dedicarsi all’idea che sarebbe poi diventata una delle sue opere più famose, la sopracitata Rosencrantz e Guildenstern sono morti.

Ma è difficile stabilire tra le sue moltissime opere quale sia la più

influente. Il grande pubblico ricorda soprattutto il giovane Shakespeare innamorato del film (che una sottile metafora di tutta la storia del teatro), gli specialisti T he Real Thing , una piéce teatrale considerata epocale.

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