In arrivo un'importante stretta fiscale sull'edilizia convenzionata e sulle case popolari in Italia. Capita spesso, purtroppo, che chi dispone di un appartamento a prezzo calmierato risulti al contrario in possesso di un ingente patrimonio. In sostanza, beneficia delle agevolazioni messe a disposizione, ma in realtà non ne avrebbe alcun diritto. In questo modo, tra l'altro, occupa un posto che dovrebbe spettare a chi ne ha più bisogno.
Il governo intende vederci chiaro e porre un freno a questa situazione. Da qui la decisione di procedere con controlli mirati che vadano ad analizzare la situazione economica dei soggetti in questione.
Il cambio di passo arriva con la recente riforma introdotta dal Piano casa. Secondo le nuove disposizioni, l'accesso ai benefici edilizi non è a tempo indeterminato e deve essere coerente con la situazione finanziaria dell'individuo. Sono dunque di fondamentale importanza i dati condivisi tra Comune e Anagrafe tributaria. Gli addetti ai controlli dovranno procedere con verifiche incrociate finalizzate ad avere una visione chiara del patrimonio di chi beneficia degli aiuti. Eventuali discrepanze saranno così portate alla luce.
Lo scopo di tutto ciò è quello di distribuire le risorse in modo equo e meritevole. I soggetti che occupano immobili mediante aiuti pubblici, ma hanno superato le soglie di reddito entro cui è possibile beneficiare dell'aiuto, perderanno questo diritto. Le risorse, infatti, devono andare a chi ne ha davvero bisogno.
Ad oggi, il 70% degli appartamenti di un nuovo edificio costruito da aziende edili private devono essere messi a disposizione con un prezzo calmierato. Un prezzo è nettamente più basso rispetto al valore normale di mercato della zona. Si tratta di alloggi pensati proprio per quei nuclei familiari con Isee superiore a 20 mila euro ma soggetti ad affitto o mutuo che supera il loro reddito disponibile del 30%. Se dai controlli del Fisco emerge che un soggetto gode di entrate maggiori, o possiede immobili non dichiarati, i benefici decadono.
Nei prossimi giorni l'Agenzia delle Entrate dovrà definire quali saranno le modalità dei controlli. L'obiettivo è avere un'idea chiara di chi ha diritto agli alloggi agevolati e di quali siano le reali capacità patrimoniali.
Una volta accertata la discrepanza, il Comune deve procedere con l'interruzione del beneficio. Se la mancanza dei requisiti emerge al momento della firma, il contratto sarà annullato.
Se il soggetto occupa già l'immobile, gli verrà imposto di liberare l'immobile. Il Comune potrà anche decidere di procedere con la conversione forzosa del canone, che tornerà a prezzo di mercato libero, e l'occupante perderà ogni vantaggio.