Leggi il settimanale

Autovelox tra multe, errori e privacy: ecco come cambia l'affidabilità dei dispositivi

Nel decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non si parla solo di omologazione, ma vengono fissati anche importanti parametri numerici di affidabilità

Autovelox tra multe, errori e privacy: ecco come cambia l'affidabilità dei dispositivi
00:00 00:00

È in arrivo un'importante rivoluzione sulle strade che riguarda i tanto discussi autovelox. Con il nuovo decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, non potranno più essere installati dei dispositivi qualunque. Questi dovranno essere muniti di una specie di "patente di affidabilità" e rispondere a determinati criteri. In questo modo, ovviamente, si spera di porre un importante freno alla valanga di ricorsi relativi all'omologazione e all'approvazione dei rilevatori.

Il ministero, dunque, prova a dare una soluzione al problema dei tanti contenziosi, mettendo fine al lungo dibattito in merito alla distinzione tra approvazione e omologazione degli apparecchi. Vengono riportate le caratteristiche basilari degli autovelox, quelle che ogni strumento deve possedere per essere considerato valido. Il tasso di correttezza di rilevamento deve essere garantito almeno al 90%. Per quanto riguarda la corretta associazione tra velocità rilevata al veicolo, invece, deve raggiungere il 95%. Stesso discorso per l'acquisizione di immagini indispensabile per il riconoscimento delle targhe. Per quanto riguarda la classificazione dei veicoli, anche questa deve essere al 90%. Tutti questi parametri devono essere rispettati nella fase di accertamento dell'infrazione, perché andranno a indicare la precisione dell'autovelox.

Nella fase di omologazione, il dispositivo deve garantire uno scarto massimo di 3 km/h fino a 100 km/h. Questo rigido parametro tecnico serve a testare l'affidabilità dell'apparecchio.

Un altro punto importante è quello relativo alla privacy. Le persone immortalate all'interno del veicolo esaminato dovranno essere oscurate in modo tale da non essere riconoscibili. I dati raccolti, come immagini ma anche informazioni, devono essere protetti, cifrati e firmati digitalmente.

Non solo. In fase di omologazione andranno indicati i programmi software utilizzati, così come i firmware e i codici identificativi delle componenti.

"I cittadini devono sapere che chi non rispetta le regole e i limiti imposti dalla legge va sanzionato, ma devono anche essere certi della corretta messa a norma degli strumenti utilizzati. Questo decreto mette fine a una polemica che si trascina inutilmente da anni e che ha causato centinaia di contenziosi poco utili", ha dichiarato Enzo Lattuca, presidente dell'Upi, come riportato da Il Sole 24 Ore.

"Finalmente si chiarisce, come sostenevamo, che gli autovelox autorizzati dopo il 2017 non necessitavano di nessun ulteriore procedimento di verifica, mettendo la parola fine sui vecchi contenziosi. Finalmente, ora, le Province hanno tutti gli strumenti necessari per sostituire o omologare i vecchi apparati", ha concluso.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica