La stagione della dichiarazione dei redditi entra nel vivo. Dal 14 maggio, infatti, i contribuenti possono modificare e inviare il modello 730 precompilato reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate lo scorso 30 aprile.
I più esperti hanno già avuto modo di controllare la propria dichiarazione, mentre in tanti nei prossimi mesi (c’è tempo sino al 30 settembre per l’invio del modello 730) chiederanno al proprio commercialista o al Caf di assisterli.
Nonostante il modello precompilato sia sempre più facile da usare e completo dal punto di vista dei dati, è sempre e comunque fondamentale controllare perché all’appello potrebbero mancare alcune spese deducibili o detraibili che potrebbero fare una grande differenza sul saldo finale della dichiarazione. Difatti, oltre ai redditi percepiti, il 730 contiene tante ulteriori informazioni fondamentali per il calcolo delle tasse; tra i dati che contribuiscono a determinare il saldo finale, le spese sostenute rappresentano la voce più importante per ottenere un rimborso o una riduzione del carico fiscale.
Ecco una lista delle spese che possono essere inserite in dichiarazione dei redditi, divise tra detrazioni e deduzioni.
Deduzioni e detrazioni fiscali: che differenza c’è
Tra le deduzioni fiscali sono incluse tutte quelle spese sostenute che “riducono” il reddito effettivo di chi le ha (anziché è) sostenute. Per il fisco, pertanto, riducono la base imponibile su cui calcolare l’ammontare delle tasse da pagare a carico del contribuente.
Tra le detrazioni invece sono incluse tutta una serie di spese che danno diritto a una sorta di “rimborso” (solitamente il 19%) che diminuisce l’importo finale delle tasse dovute al fisco.
Quindi, nei fatti, entrambe le voci sono uno strumento essenziale al contribuente per alleggerire il carico fiscale, ma in modo totalmente diverso: la deduzione interviene prima (sulla base imponibile); la detrazione interviene dopo (sull’imposta lorda).
Deduzioni fiscali: quali spese inserire
Sono tante le voci che possono concorrere a ridurre la base imponibile su cui calcolare l’importo degli oneri fiscali a carico del contribuente.
Una prima categoria di spese è quella riguardante la famiglia e l’assistenza, cioè tutte quelle spese legate alla gestione della casa e dei rapporti familiari e che comprendono:
- gli addetti ai servizi domestici: possono essere portati in deduzione i contributi versati per colf, badanti e babysitter nel limite massimo di 1.549,37 euro;
- l’Assegno di mantenimento, cioè le somme corrisposte periodicamente all’ex coniuge, ad esclusione della quota figli.
Inoltre sono ricondotte a questa categoria di deduzioni il 50% delle spese sostenute per le adozioni internazionali.
Una seconda categoria è quella legata alla salute, rivolta ad aiutare chi affronta situazioni di fragilità. Tra queste spese sono comprese quelle per l’assistenza specifica a sostegno di persone con disabilità, come l’assistenza infermieristica, riabilitativa o generica).
Inoltre, fanno parte delle deduzioni le spese sostenute per la previdenza e, nello specifico:
- i costi sostenuti per i contributi previdenziali obbligatori tra cui i versamenti Inps inclusi i riscatti di laurea e le ricongiunzioni;
- le spese per i fondi sanitari integrativi, con un massimale di 3.615,20 euro;
- i costi per la cosiddetta Previdenza Complementare, cioè fondi pensione privati o piani individuali (PIP), con un massimale di 5.164,57 euro.
Infine, rientrano nell’alveo delle deduzioni le cosiddette Erogazioni liberali, cioè donazioni effettuate verso enti che operano nel sociale, tra cui fondazioni universitarie o enti di ricerca scientifica.
Detrazioni fiscali
A differenza delle deduzioni, le spese da portare in detrazione non riducono il reddito e quindi la base imponibile, ma danno diritto ad uno “sconto” sulle tasse, nella maggior parte dei casi per un importo pari al 19% della spesa sostenuta).
La prima categoria di spese da portare in detrazione riguardano famiglia ed istruzione, comprendendo:
- Scuola e università: sono detraibili le spese sostenute per asili nido, scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori, con un limite massimo di 800 euro per studente. Per le università, invece, la detrazione varia in base agli importi stabiliti annualmente dal Ministero.
- Attività sportive: è possibile detrarre le spese per palestre, piscine e corsi sportivi frequentati da ragazzi tra i 5 e i 18 anni, fino a un massimo di 210 euro per ciascun figlio;
- Affitto: gli studenti fuori sede hanno diritto a portare in detrazione le spese sostenute per l’affitto di stanze o case se iscritti ad atenei distanti almeno 100 km dalla residenza, fino a un massimo di 2.633 euro.
Altra categoria molto importante di spese da portare in detrazione sono quelle per la salute che danno diritto al rimborso del 19% delle spese sostenute per:
- medici specialisti, analisi, interventi, ticket e farmaci se gli importi sono superiori ai 129,11 euro;
- i dispositivi Medici tra cui occhiali da vista, lenti a contatto, apparecchi acustici e protesi;
- assistenza personale, in caso di non autosufficienza sino ad un massimo di 2.100 euro, se il reddito non supera i 40mila euro.
In questa categoria rientrano anche le spese veterinarie, cioè i costi sostenuti per la cura degli animali domestici, con una detrazione del 19% sulla quota oltre i 129,11 euro su un importo massimo di 550 euro annui.
La casa rappresenta un costo che incide tanto sul portafoglio degli italiani, ma le spese sostenute danno diritto ad un rimborso che può essere molto superiore al 19%. Tra le principali agevolazioni fiscali rientrano:
- Ristrutturazioni edilizie: detrazione del 50% sulle spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria e recupero del patrimonio edilizio;
- Ecobonus: detrazioni dal 50% al 65% per lavori di riqualificazione energetica, come installazione di nuovi infissi, caldaie a condensazione e cappotti termici;
- Sisma Bonus: incentivi ancora più elevati per gli interventi destinati alla messa in sicurezza antisismica degli edifici;
- Bonus mobili: detrazione del 50% per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici destinati a immobili in ristrutturazione;
- Interessi passivi sul mutuo: detrazione del 19% sugli interessi pagati per il mutuo relativo all’acquisto dell’abitazione principale.
Infine, ci sono
altre voci da comprendere nell’elenco delle detrazioni, tra cui quelle per il trasporto pubblico (detrazione del 19% su un massimo di 250 euro) o per Polizze vita e e infortuni (detrazione del 19% entro i limiti stabiliti).