Rimandato a luglio l'obbligo di viaggiare su monopattino muniti di assicurazione. Il governo ha deciso di concedere di più tempo per mettersi in regola, posticipando la data al prossimo 16 luglio. Rimane però l'obbligo del targhino, che invece dovrà essere presente su tutti i monopattini elettrici a partire dal 17 maggio.
Si procede, dunque, con la nuova normativa che riguarda questi nuovi mezzi di trasporto, sempre più utilizzati negli spostamenti cittadini. La riforma del Codice della strada procede senza intoppi, nella speranza di tutelare il cittadino e garantire la sicurezza stradale. Regolamentare l'uso dei monopattini si è resa una necessità, come lo hanno dimostrato i numerosi incidenti che hanno visto coinvolti questi mezzi. Abbiamo avuto prima l'obbligo di indossare il casco, poi alcuni limiti di circolazione e di velocità, infine è arrivata la necessità di identificazione e targa. L'obbligo di assicurazione RC chiuderà il cerchio.
Come abbiamo visto, l'Esecutivo ha deciso di concedere più tempo: l'assicurazione sarà obbligatoria a partire dal 16 luglio, quando saranno attivi anche il Fondo di garanzia per le vittime della strada e il sistema della Carta Verde.
Lo slittamento, tuttavia, sta generando non poche preoccupazioni. L'obbligo di targa, ma senza assicurazione, potrebbe portare a seri problemi nei risarcimenti. Questa condizione durerà due mesi, dato che l'obbligo di targhino scatterà il 17 maggio, mentre per l'assicurazione siamo passati al 16 luglio. Cosa accadrà in questo arco di tempo?
"Per la prima volta in Italia, un mezzo targato non avrà l’obbligo assicurativo per due mesi: rischio caos sui risarcimenti", ha dichiarato il comandante della Polizia Locale di Verona Luigi Altamura, referente Anci, come riportato da Il Corriere. "Temo due mesi di caos soprattutto per i risarcimenti a seguito di scontri stradali".
C'è inoltre il timore che questo possa portare ad aumenti delle nuove polizze.
Tuttavia, lo slittamento dell'obbligo ha una motivazione alla base.
Si tratta di ragioni tecniche: ci sarebbero state delle criticità nella realizzazione dei sistemi informatici necessari per l'emissione delle polizze. Il sistema non è ancora pienamente operativo e ha bisogno di più tempo, come richiesto da Ania (Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici). Il governo ha pertanto concesso 60 giorni in più.