Introdotto nel 2024 con il Dlgs 108, il redditometro 4.0 ha rimpiazzato il tradizionale redditometro utilizzato dal Fisco per riconoscere gli evasori. Si tratta di uno strumento utilizzato da Agenzia delle Entrate per effettuare controlli mirati a scovare eventuali scostamenti tra il reddito dichiarato da un determinato cittadino e le spese sostenute. In questo modo si punta a individuare i grandi evasori fiscali, concentrandosi però sull'evasione significativa.
Ma come funziona la nuova versione di accertamento sintetico? Per prima cosa va detto che il sistema è meno rigido rispetto a quello di una volta. Negli anni passati il redditometro non era altro che un rigido confronto tra reddito dichiarato e spese effettuate. In caso di spese superiori rispetto al reddito dichiarato scattavano i controlli. Tutto si basava su schemi e tabelle rigorosi. Il redditometro 4.0, invece, si serve di dati più puntuali e soprattutto tracciabili, grazie alla fatturazione elettronica e all'Anagrafe dei rapporti finanziari. In sostanza, il Fisco è in grado di vedere davvero quali sono le spese effettive.
L'accertamento sintetico moderno è meno rigido di quello di una volta. Invece delle tabelle, tiene in considerazione quelle che sono le spese sostenute dal contribuente, che vengono poi messe a confronto con il reddito dichiarato. In caso di anomalie, Agenzia delle Entrate le segnala al cittadino, avvisandolo che queste non sono coerenti con quanto dichiarato.
Gli accertamenti scattano se il reddito derivato dall'analisi delle spese supera del 20% il reddito dichiarato, e se il reddito complessivo accertabile supera è almeno 10 volte superiore al valore annuo dell'assegno sociale. Questo strumento viene impiegato solo in caso di evasioni significative, ossia quando fra reddito dichiarato e reddito verificato tramite spese vi è una discrepanza di una certa rilevanza. Il controllo scatta solo se la spesa reale supera il reddito dichiarato di almeno il 20%. Non viene quindi impiegato su tutti i cittadini.
Purtroppo rimangono delle criticità. Non sempre l'incrocio dei dati rispetta la realtà effettiva. Basti pensare che, ad esempio, alcune spese intestate a un contribuente possono invece essere state pagate da un'altra persona, come ad esempio un familiare. Si pensi all'acquisto di una casa, comprata con i risparmi o grazie all'aiuto dei genitori.
Agenzia delle Entrate non può conoscere questi elementi, e prende in considerazione soltanto le spese effettuate in un determinato anno, dunque sta al contribuente presentare la prova contraria, dimostrando che l'abitazione non è stata acquistata con redditi non dichiarati.