Nell’ambito della Rottamazione-quinquies, la sanatoria può applicarsi anche sui debiti locali, includendo dunque anche sanzioni e interessi legati a tasse comunali, come Imu, Tari, Tasi e altro ancora. Si tratta di un'importante opportunità per i cittadini, che è stata permessa da un emendamento al decreto fiscale proposto dalla maggioranza e approvato mercoledì scorso in Senato, per la precisione in Commissione Finanze. Si attende adesso la conversione in legge ma, stando a quanto si apprende, la sanatoria è stata estesa anche a livello locale e consente ai cittadini una buona via d'uscita per regolarizzare e chiudere vecchi debiti arretrati e rimasti nel tempo. Chiaramente l'inclusione dipende dal singolo ente gestisce la riscossione.
Dal momento che parliamo del mancato pagamento di multe oppure di tasse comunali, come Imu e Tari, sta alle amministrazioni locali decidere come muoversi. Potranno aderire presentando una delibera entro la data del 30 giugno 2026, quindi avranno tempo fino alla fine del prossimo mese. La sanatoria può riferirsi al periodo di tempo compreso tra il 2000 e il 2026, applicandosi su quei crediti che sono stati affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione.
"Una decisione saggia del Parlamento e del Governo, maturata anche grazie al contributo dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani", ha dichiarato a Il Corriere Alessandro Canelli, sindaco di Novara, rappresentante di Anci alla Finanza locale e presidente IFEL. Pur essendo soddisfatto della misura, Canelli ha chiarito che serviranno perfezionamenti. Inoltre, il termine del 30 giugno sarebbe troppo stringente. Sarebbe necessario un periodo di tempo più lungo per molti Comuni. Qualcuno, infatti, chiede di posticipare la scadenza almeno al 31 luglio.
Oltre alla sanatoria, l'emendamento ha concesso maggiore tempo, sia ai lavoratori autonomi che alle imprese, per siglare un patto col Fisco. Si potranno concordare le imposte da versare ricevendo in cambio la garanzia di non subire controlli fiscali. La scadenza non è più il 30 settembre, ma è stata spostata al 31 ottobre. A presentare richiesta potranno essere anche quei contribuenti con indice affidabilità inferiore a 8.
La speranza è quella di invogliare più persone con necessità di regolarizzare la propria situazione fiscale ad
aderire alla recenta misura. Al momento simili iniziative non hanno avuto molto riscontro, le adesioni sono spesso state deludenti, in particolare alla quinta edizione, dove si è registrato soltanto un 23% degli interessati.