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Spese mediche nel 730: come rateizzare la detrazione

Superata la soglia di capienza fiscale, è possibile frazionare lo sgravio per i costi medici, ecco in che modo

Spese mediche nel 730: come rateizzare la detrazione
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Come noto, le spese sanitarie sostenute nell’arco di 12 mesi possono dar diritto in sede di dichiarazione l’anno successivo a una detrazione fiscale, ovvero al rimborso Irpef previsto dalle norme vigenti: nello specifico, nel 730/2026 si portano in riduzione le somme pagate durante l'anno d'imposta 2025, sia per se stessi che per i familiari fiscalmente a carico.

Tuttavia, quando le spese affrontate sono molto elevate, si corre il rischio dell'incapienza fiscale, condizione in cui un contribuente non può sfruttare i bonus e le detrazioni fiscali a cui avrebbe diritto perché l'imposta Irpef dovuta è inferiore o pari a zero: non essendo previsti rimborsi monetari per le detrazioni che superano le tasse dovute, l’importo in eccesso viene perso. Per evitare questo danno economico, il Fisco consente di dilazionare il beneficio: qualora i costi sanitari superino una determinata soglia stabilita dalla legge, il contribuente può scegliere di ripartire la detrazione in quote annuali costanti e di pari importo, salvaguardando così l'intero risparmio fiscale. Ma come funziona esattamente?

Come detto, il regolamento prevede la possibilità di ottenere la rateizzazione, tenendo presente che a essere rateizzata è la la detrazione fiscale (Irpef) del 19% all'interno della dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF) e che questo meccanismo si attiva per evitare il rischio di incapienza fiscale. Questa ripartizione non è concessa per qualsiasi importo, ma si può attivare esclusivamente se le spese sanitarie totali sostenute nell'anno di imposta superano una precisa cifra: la soglia minima è fissata attualmente a 15.493,71 euro, e viene calcolata al lordo della franchigia fissa di 129,11 euro, dal momento che va portata in detrazione solo la parte eccedente. Se si supera la soglia si ha la possibilità di ripartire la detrazione del 19% in 4 quote annuali costanti e di pari importo, anziché utilizzarla tutta in un'unica soluzione nella dichiarazione dell'anno in corso.

Facendo un esempio pratico, qualora le spese sostenute nel 2025 ammontino a 20.129,11 euro, tolta la franchigia di 129,11 euro, rimangono 20mila euro: è su questa quota che si applica la detrazione del 19%, pari a 3.800 euro. Considerando la suddivisione in 4 anni (2026, 2027, 2028, 2029), lo sconto sarà di 950 euro ciascun anno.

La scelta di ottenere la rateizzazione va presa al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi ed è irrevocabile: non si potrà più, dunque, cambiare idea l'anno successivo per richiedere la parte rimanente in un'unica soluzione. Per quanto concerne il 730, il primo anno si spunta l'apposita casella di rateizzazione nei righi E1, E2 o E3 del quadro E, mentre negli anni successivi le rate rimanenti (ovvero dalla seconda alla quarta) vanno indicate nel rigo E6. Se il contribuente che ha scelto la rateizzazione dovesse morire prima di aver usufruito di tutte le 4 quote, l'erede che presenta l'ultima dichiarazione dei redditi del defunto ha la possibilità di detrarre le rate residue in un'unica soluzione.

Bisogna ovviamente tenere ben presente che non è possibile portare in detrazione ogni genere di spesa: nell’elenco vi sono le spese mediche e sanitarie generiche, specialistiche, chirurgiche e farmaceutiche, mentre restano esclusi dal computo i veicoli per disabili.

Ultima, ma non meno importante, nota è quella relativa alle forme di pagamento: ad eccezione di farmaci e prestazioni del servizio sanitario nazionale, le spese devono essere pagate con metodi tracciabili (bancomat, carte, bonifici) per poter essere detratte.

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