Quando un lavoratore – sia esso un dipendente del settore pubblico o del settore privato – si trova in malattia, non può presentarsi sul posto di lavoro, pertanto ci si aspetta che questo venga trovato a casa. Compito del medico dell'Inps è quello di verificare che la patologia indicata sul certificato sia effettivamente presente e che il lavoratore si trovi presso l'indirizzo indicato. Il dipendente, dunque, deve aspettarsi una visita del professionista, che si presenterà nelle fasce di reperibilità.
Molti lavoratori che si trovano in malattia vivono con ansia questa situazione, aspettandosi di dover accogliere il medico nel giorno stabilito. La visita è doverosa, perché permette di constatare la situazione e scovare anche eventuali furbetti. Tuttavia non è per nulla sicuro che essa avvenga. Stando alle più recenti statistiche, infatti, la possibilità di ricevere una visita da parte del medico dell'Inps è molto bassa.
Analizzando i dati del 2025, infatti, emerge che l'eventualità che la visita avvenga si aggira intorno al 6%. Davvero molto poco. Si legge che in un trimestre in cui sono stati inviati ben 3 milioni e mezzo di certificati l'Inps è riuscita a effettuare solo 200mila visite. Questo è probabilmente dovuto anche alla carenza di personale. Insomma, su 100 lavoratori in malattia, solo 6 vengono sottoposti a visita.
Ci sono poi delle differenziazioni da fare. In genere un lavoratore operante nel settore pubblico ha una possibilità maggiore di essere sottoposto a visita: si parla del 10%. Chi lavora nel privato, invece, ha una possibilità del 5%. Ciò non cambia però le cose: per tutti i lavoratori vige l'obbligo della reperibilità.
Con i dati alla mano, si può inoltre notare che le visite del medico dell'Inps confermano quasi sempre la diagnosi fatta dal medico curante (80%). Solo nell'1,4% dei casi, infatti, il medico dell'Inps decide di diminuire i giorni di malattia.
Le sanzioni comminate per assenza ingiustificata, invece, sono allo 0,69%, segno che la stragrande maggior parte dei lavoratori in malattia rispetta la loro condizione (su 100 visite, in genere, solo 11 si concludono con il paziente non trovato a casa).