Civitavecchia, un traghettofinisce contro la banchina

A causa del vento lo "Sharden" è entrato in collisione con la diga foranea, poco dopo l'uscita dal porto di Civitavecchia. Immediati i soccorsi

L'ondata di maltempo che sta interessando l'Italia non accenna a smettere. E il maltempo porta con sè anche diverse difficoltà per i trasporti. A farne le spese anche il traghetto "Sharden", della Tirennia, che a causa delle forti raffiche di vento ha urtato contro la diga foranea, poco dopo l'uscita dal porto di Civitavecchia.

Uno squarcio di trenta metri nello scafo ha costretto la nave a far sbarcare tutte le trecento persone che si trovavano a bordo e a mettere in sicurezza il natante. I passeggeri se la sono cavata però con un grosso spavento.

L'intervento della Guardia Costiera è stato immediato. Nel giro di poche ore i passeggeri, nel frattempo fatti rientrare nelle cabine, sono stati evacuati, grazia al sostegno dei vigili del fuoco e portati su una seconda nave, in attesa di poter riprendere il largo. Secondo le fonti portuali a causare l'incidente del traghetto sarebbe stato proprio il forte vento che sta sferzando la città portuale e l'intera regione, alimentando i disagi già causati dalla burrasca di neve.

"Abbiamo lasciato le auto sulla nave, ci hanno detto che ce le faranno ritrovare in Sardegna, speriamo bene", racconta uno di loro, preparandosi a lasciare la Sharden. "Abbiamo sentito un rumore fortissimo, un boato, come se si fosse sganciato un camion. La nave è praticamente salita su un dente della banchina, provocando uno squarcio".

Un'altra testimonianza parla di un trasferimento avvenuto alle 4 di notte su un'altra nave ormeggiata nel porto e di un attesa di più di tre ore, durante le quali i passeggeri con un auto al seguito sarebbero rimasti senza riscaldamento, prima di essere trasferiti nuovamente. "Dopo vari ripensamenti - racconta l'uomo - la Tirrenia ci ha trasferiti alle 4 su una nave che avevano ferma in banchina, dove però c’era un’assistenza ridotta ed eravamo senza riscaldamento, e lì abbiamo bivaccato fino alle 7,30 di stamani. Io ho cominciato a chiamare tutti, la guardia costiera, la polizia, ma nessuno era in grado di dirci nulla. Siamo in pratica sequestrati a bordo, perchè avendo le chiavi della mia auto che è rimasta a bordo della Sharden non posso andarmene. Di fatto non posso lasciare questa nave, perchè c’è stato un ordine preciso della Tirrenia, che ci ha costretto a fare due travasi".

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