Clandestini Mantovano: «Tanti giudici boicottano»

TEOREMI Nel testo anche giudizi su politici, toghe e ricostruzioni di manovre parlamentari

«Troppi magistrati impediscono l’operatività delle nuove norme sul contrasto all’immigrazione clandestina e bloccano di fatto le espulsioni».
A lanciare l’allarme sul boicottaggio della nuova legge da parte di alcune procure è il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, che in un’intervista all’Ansa lancia un appello ai magistrati che invece vogliono rispettare le norme: «È venuto il momento – dice il sottosegretario – che faccia sentire la propria voce chi, dall’interno del mondo giudiziario, non condivide questa visione militante e ideologica del ruolo del giudice; e che, più in generale, faccia sentire la sua voce chi, di fronte alle varie ordinanze di presunto contrasto alla Costituzione, non ha dimenticato che secondo la Costituzione la sovranità appartiene al popolo ed è espressa dal Parlamento. Non da giudici sedicenti “democratici”».
Secondo Mantovano «si sta riproponendo il medesimo film proiettato all’indomani della legge Bossi Fini: «L’11 e 12 settembre scorsi a Lampedusa le “correnti” Md e Movimento per la giustizia hanno chiamato alla mobilitazione contro le nuove norme. A stretto giro il procuratore di Torino ha fornito l’indicazione di non priorità dei processi per il reato di ingresso clandestino, e in vari tribunali d’Italia si fa a gara a chi impugna prima le nuove disposizioni. Tutto ciò con l’appoggio militante dell’Anm, la cui tesi singolare è che questi magistrati si limiterebbero a manifestare il loro pensiero, non a disapplicare la legge».

Commenti

Grazie per il tuo commento