Un clic e l’automobile posteggia da sola

Piero Evangelisti

C’erano una volta gli alzacristalli elettrici. Preistoria. L’auto ora parcheggia da sola. Il sogno di milioni di automobilisti sta per concretizzarsi. Eccolo: un pulsante e via, l’auto si inserisce nello spazio che abbiamo individuato. Tre fra le più grandi aziende automobilistiche sono pronte a lanciare sul mercato due dispositivi che cambieranno la vita a tutti: uno è una telecamera che inquadra lo spazio dove vogliamo inserire l’auto, mostrando l’immagine sullo schermo in plancia, l’altro è un sistema automatico che consentirà al guidatore di uscire dall'automobile e parcheggiarla semplicemente schiacciando il pulsante di un telecomando. Tutto un gioco di sensori e microchip.
Siamo nel futuro, ma non è passato molto da quando gli alzacristalli erano una novità. E a pensarci è stato proprio quel dispositivo che ha aperto l’era delle tecnologie imbarcate su un’automobile, allora rappresentata dalla semplice elettrificazione di un congegno meccanico, e oggi costituita da sistemi elettronici sempre più raffinati e, per forza di cose, ben più complessi. In mezzo secolo la crescita delle responsabilità affidate all’elettronica nella gestione dell’auto è stata esponenziale: prima i motori, poi l’impianto frenante, quindi i sistemi di ritenuta (cinture di sicurezza e Airbag) e le sospensioni. Oggi dispositivi come Abs, Esp (Electronic stability program) e Airbag «intelligenti», che si gonfiano progressivamente in funzione della violenza della decelerazione, oltre alle centraline di gestione dei propulsori, sono comuni tanto alle city-car quanto alle limousine; centinaia (quasi impossibile farne un «censimento» preciso) sono invece quelli accessori distribuiti dalle varie case sui diversi modelli.
Due sono le aree che traggono beneficio dall’invasione elettronica, quella della sicurezza e quella del comfort, concetti che hanno peraltro molti punti di contatto, perché un guidatore che viaggia comodo è universalmente riconosciuto che è anche un guidatore più «sicuro». A quelle prime sigle (il sistema antibloccaggio dei freni Abs e il controllo della stabilità Esp) se ne sono poi aggiunte a decine a indicare importantissimi dispositivi di sicurezza attiva: come Ebd, che provvede alla distribuzione ottimale della frenata (al quale viene spesso abbinata l’accensione automatica delle luci di emergenza quando la frenata è violenta), o come Stc e Dstc, per il controllo della trazione, molto di più di semplici «antispin», e poi Steer-by-wire e Brake-by-Wire, sterzo e freni gestiti elettronicamente; ogni casa, inoltre, ha una sua propria sigla per i sistemi di controllo delle sospensioni; sempre più diffusi sono i dispositivi di assistenza nella guida notturna, che abbinano a una maggiorata efficacia nuove funzioni, come i proiettori interni al raggio di curva che seguono il movimento dello sterzo illuminando zone dove può celarsi un pericolo. Ancora poco diffusi, invece, sono i sensori che individuano un ostacolo che ci precede anche in caso di scarsa visibilità. Tutto ruota attorno al pilota, che viene totalmente assistito fin dal momento in cui sale a bordo e viene avvolto da un ambiente che assomiglia sempre di più a un cockpit: basta agire su un pulsante di memoria e sedile, volante, specchietti retrovisori e talvolta anche la pedaliera vengono impostati secondo la posizione prescelta. La climatizzazione a bordo è facilmente selezionata elettronicamente secondo le «zone», due anteriori e una posteriore.
Ma prima di accedere ai comandi bisogna pensare alla messa in moto che, in un numero di situazioni sempre maggiore, non richiede più la tradizionale chiave ma un semplice telecomando non più grande e poco più pesante di una credit card, basta averlo in tasca e premere un pulsante; le versioni più complesse consentono anche di verificare a distanza lo stato dell’auto, di accertarsi che non vi siano intrusi e provvedere ad accendere a distanza tutte le luci, interne ed esterne. Al guidatore, poi, resta ancora, per fortuna, la libera scelta su «dove» andare, ma al «come» raggiungere la meta provvedono svariati sistemi, a cominciare dal sempre più diffuso navigatore satellitare, dotato di schermi che si evolvono in continuazione, e arricchiti di numerose funzioni supplementari, spesso molto utili come nel caso della segnalazione di ingorghi, accompagnata dal suggerimento su come evitarlo.
Gli impianti audio (e video, con possibilità di ricevere anche tv satellitari) non hanno nulla da invidiare agli hi-fi di casa e operano in stretta connessione con l'uso del cellulare, equipaggiato di tecnologia bluetooth e di comandi vocali, e sempre con la voce potremo controllare un crescente numero di altre funzioni. Sta squillando il telefono mentre vi trovate in una fase di guida impegnativa? Nessun problema, perché una serie di sensori provvederà a sospendere la chiamata per togliervi la tentazione di rispondere. Ecco, i sensori. Anche di questi è sempre più difficile stabilire la quantità montata su un’automobile: da quelli che annusano le prime gocce di pioggia e azionano automaticamente il tergicristallo a quelli che, rilevando il calo della luce esterna provvedono all’accensione delle luci, fino agli utilissimi sensori di parcheggio inseriti nei paraurti. E non è finita: altri sensori ci avvisano poi della presenza di un veicolo negli angoli morti degli specchietti retrovisori. Il viaggio è lungo e stancante, ecco pronti il sistema di massaggio attraverso il sedile e il rilevatore del battito delle palpebre che ci avverte in caso si rischi il colpo di sonno. Cruise control intelligenti che mantengono la velocità costante e frenano l’auto quando rilevano l’avvicinarsi di un ostacolo, segnalatori che avvisano il passaggio involontario della mezzeria: siamo ormai giunti al pilota automatico? Forse sì, ma l’importante è tenere lontani sindaci e ministri ai quali tutta questa elettronica fa gola, per togliere le scarse residue libertà dell’automobilista.
Piero Evangelisti