Clima, il Wwf dà i voti: Italia quarta tra i big Bocciati 5 Paesi del G8

Al G8 che inizierà tra una settimana a
L’Aquila si parlerà anche di politiche ambientali. Germania il Paese più virtuoso

Roma - Al G8 che inizierà tra una settimana a L’Aquila si parlerà anche di clima e politiche ambientali. Ma cos’hanno fatto i principali paesi industrializzati su tali argomenti in vista di quest’appuntamento e della fondamentale Conferenza sul clima di Copenhagen che si terrà in dicembre? A dare una pagella ai G8 e ai cinque paesi emergenti invitati al summit aquilano ci ha pensato il Wwf, in collaborazione con la compagnia di assicurazione Allianz, con il rapporto "G8 Climate Scorecards", presentato oggi a Roma; l’Italia si piazza al quarto posto.

Bocciati e promossi Il paese più virtuoso è la Germania, emerge dal rapporto, l’unico ad aver aumentato in maniera significativa la propria quota di energie rinnovabili mentre in quattro dei paesi G8, Canada, Francia, Giappone e Stati Uniti, tale quota è rimasta invariata o addirittura diminuita. Al secondo posto si trova la Gran Bretagna soprattutto per l’innovativa politica climatica nazionale, benché rimangano luci e ombre sulla sua messa in atto. Inoltre, risulta che il Regno Unito ha già raggiunto il proprio obiettivo di Kyoto grazie alla transizione dal carbone al gas negli anni Novanta. Al terzo posto la Francia, che ha emissioni relativamente basse grazie all’alta percentuale di elettricità ottenuta dal nucleare, che il WWF non considera però una soluzione sostenibile.

Italia al quarto posto L’Italia, che si piazza al quarto posto, per il WWF oscilla tra politiche incoraggianti e misure negative come il via a nuove centrali a carbone e il nucleare. A proposito del nucleare, il neo presidente del Wwf Stefano Leoni, ha detto che la tragedia appena avvenuta a Viareggio, dove è deragliato ed esploso un treno merci carico di gpl, dimostra come gli standard di sicurezza, che sono essenziali in presenza di centrali nucleari, lascino molto a desiderare nel nostro Paese. Leoni ha poi fatto notare che l’Italia, che ospita il G8 e dovrebbe come gli altri paesi industrializzati dare il buon esempio, non ha mai preso in considerazione la possibilità di ricostruire con tecniche e materiali ecosostenibili le case in Abruzzo. "E questo perché non esistono ditte con dipendenti preparati per fronteggiare simili costruzioni", spiega.

Le politiche di Obama Al quinto posto il Giappone che ha migliorato il sistema dei trasporti ma ha ancora emissioni molto alte; al sesto gli Stati Uniti, saliti di una postazione grazie all’impegno dimostrato dal presidente Barack Obama; al settimo la Russia, con impegni non ancora tradotti in leggi e all’ultimo posto il Canada con una politica energetica basata ancora sui combustibili fossili e lo sfruttamento di sabbie bituminose. Per quanto riguarda i paesi emergenti, dal rapporto emerge che tutti si stanno dando da fare per rallentare le emissioni in futuro: il Sudafrica si è dato un obiettivo di riduzione del 30% entro il 2050, il Messico del 50% entro la stessa data e Cina, India e Brasile stanno sviluppando sempre più energie rinnovabili.

Wwf: "Il G8 dia l'esempio" "I paesi del G8 dovrebbero dare l’esempio - ha dichiarato Mariagrazia Midulla, responsabile Energia e Clima del WWF Italia - perché non si può chiedere agli altri ciò che non è stato fatto in casa propria, quando dei cambiamenti climatici sono responsabili quasi esclusivamente in paesi industrializzati». Per il WWF, insomma, si è fatto ancora poco. Per questo chiede ai paesi G8 un maggior impegno nel mantenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2 C e assicurare più fondi per le politiche di adattamento dei paesi meno sviluppati. Inoltre, i paesi del G8 dovrebbero assumersi la responsabilità di raggiungere a Copenhagen un rapporto equo e basato su dati scientifici.

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