Leggi il settimanale

Il Comune ci riprova con i costruttori e rilancia Piano casa

Bandi più chiari e canoni più elastici per il settore: cinque le aree a bando

Il Comune ci riprova con i costruttori e rilancia Piano casa
00:00 00:00

Riparte il piano casa del Comune, una delle priorità del mandato come sottolineato in questi giorni di confronti tra sindaco, maggioranza e Pd in particolare. Dopo i bandi andati deserti la scorsa edizione, ecco che Palazzo Marino lancia la fase 2 con cinque nuove aree: tre - via Bovisasca, via San Romanello e via Sant'Elia - che andranno a bando a febbario, e due - via Zama - via Salomone e Porto di Mare, "le più importanti dal punto di vista urbanistico e sociale" sottolinea l'assessore al Bilancio e Piano Straordinario Casa Emmanuel Conte, "saranno oggetto di bando, con un concorso di idee per raccogliere progetti nazionali e internazionali, dopo una prima fase di confronto e dibattito con gli operatori". L'obiettivo è l'assegnazione delle aree tra la fine dell'anno e l'inizio del 2027 entro quindi la fine del mandato.

Si tratta di un'area complessiva da 200mila metri quadrai che valgono circa 3.500 appartamenti a prezzi calmierati, dei 10mila promessi. Se ne è parlato ieri a "Milano per l'Abitare: la Strategia per una Città Accessibile" tra l'assessore Conte e gli operatori nell'ottica di avviare un tavolo permanente di confronto pubblico privato. "L'obiettivo è dare una prima risposta operativa e politica all'emergenza delle emergenze, che è quella abitativa. Lo dico sempre, è un enzima acceleratore delle diseguaglianze che si vivono nelle nostre città e incide molto sulla diseguaglianza di genere, anagrafica, di reddito. Non abbiamo più molto tempo da perdere. É necessario fare sistema con l'operatore privato e oggi ci sono gli operatori privati al tavolo per portare le loro indicazioni e loro le loro proposte, le istituzioni finanziarie, per il ruolo determinante che ha nella sostenibilità e nel successo del piano. È una sfida che il Comune non può vincere da solo, la dobbiamo vincere insieme - ha spiegato Conte -. Il piano straordinario va per chi guadagna fra i 1.500 e i 2.500 euro al mese, quindi la fascia reddituale fatta da persone che più soffrono oggi ad avere un accesso dignitoso nelle città". Per quanto riguarda i costi di questi nuovi appartamenti per i futuri affittuari, "non devono superare un terzo dello stipendio mensile" si superano così gli 80 euro al metro quadro di canone di affitto, come previsto dal precedente bando, diventando un canone più elastico basato sul redditto appunto. Altro elemento di novità che viene introdotto nella fase 2 è la precisazione di alcuni costi, come quello di bonifica di alcune aree, che permettono agli operatori di fare dei conti più precisi.

"Per noi il Piano Casa del Comune, rivisto dall'assessore Conte, è un buon punto di partenza: nasce per dare una risposta alle persone più fragili, e questo è fondamentale. I meccanismi devono però essere sostenibili dal punto di vista economico, altrimenti la partecipazione alle gare non è conveniente, gli investimenti si bloccano e si rischia di non raggiungere i risultati attesi.

Le imprese sono pronte a fare la loro parte - dichiara il presidente di Assimpredil Ance Giovanni Deleo - ma se permessi e pareri sono fermi, non è possibile costruire abitazioni, studentati, né realizzare lo sviluppo necessario per Milano. L'emergenza casa si risolve solo insieme, pubblico e privato, con un dialogo continuo e operativo. Servono però regole certe e procedure collaudate che non paralizzino la macchina amministrativa".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica