Conservatorio Il giovane Matheuz dirige per MiTo la «Santa Cecilia»

Venezuela in prima linea, e un po' su tutti i versanti. A Venezia è sbarcato il presidente venezuelano Hugo Chavez per partecipare alla proiezione del documentario che Oliver Stone gli ha dedicato. Giorni fa, per il secondo anno consecutivo, lo scettro di Miss Mondo è andato a una fanciulla venezuelana. Venezuelano è pure Diego Matheuz, il ventiquattrenne direttore che stasera (21) conduce l'Orchestra di Santa Cecilia di Roma, in Conservatorio. E' un concerto-salvataggio: Matheuz sostituisce infatti Antonio Pappano che ha dovuto cancellare l'appuntamento con il Festival Mito per problemi di salute. Con Matheuz la mente vola subito al connazionale Gustavo Dudamel, altro giovanotto venezuelano che giunse in Europa nel 2004 da emerito sconosciuto, in sostituzione di un grande direttore febbricitante. Oggi, Dudamel è una star hollywoodiana, nel senso che gode di larga fama (è stato più volte anche alla Scala, e i Filarmonici lo adorano) e proprio questo mese avvia una collaborazione stabile con la Filarmonica di Los Angeles. I due giovanotti sono stati adocchiati e sostenuti da Claudio Abbado e Sir Simon Rattle che hanno procurato il lancio europeo. Dopo questo debutto milanese, e sempre con l'Orchestra di Roma, mercoledì Matheuz si porta a Lucerna ospite del festival forse più interessante d'Europa. L'Orchestra di Santa Cecilia lo attende poi a gennaio per la Stagione Sinfonica al Parco della Musica di Roma.