"Controllate tutte le liste, nome per nome"

Formigoni al contrattacco dopo la decisione della Corte d’appello che al momento lascia fuori la sua lista. «I giudici hanno tolto altre firme senza spiegarci il perché. Noi siamo per la legalità e rispettiamo le norme»

"Controllate tutte le liste, nome per nome"

Si aggira per il Pirellone come una tigre ferita. Ma non certo abbattuta. Annuncia il ricorso al Tar e casomai al Consiglio di Stato, ma nel frattempo chiede «la verifica delle firme di tutte le liste e listini presentati». Alla notizia che il ricorso è stato respinto dall’ufficio elettorale della Corte d’appello, Roberto Formigoni si chiude con i coordinatori regionali del Pdl Guido Podestà e Massimo Corsaro. Il clima è teso, anche se par di capire che al di là delle dichiarazioni di facciata, nessuno si aspettava che i giudici si potessero rimangiare la decisione presa lunedì. Con l’esclusione della lista Formigoni che di fatto vieterebbe al centrodestra le prossime elezioni regionali. «Noi - contrattacca ora il governatore - siamo i difensori della democrazia e della legalità». E cerca di porre rimedio al pasticciaccio brutto di viale Monza.
In serata la convocazione in tutta fretta dei giornalisti. «Stiamo lavorando al ricorso da presentare immediatamente al Tar perché siamo certi che tutte le firme da noi presentate siano regolari». E il provvedimento della corte d’appello? «Ci tolgono altre firme - si lamenta Formigoni leggendo le parole dei giudici -. Alcune centinaia in tre semplici righe. Ma in quattro pagine non ci spiegano perché. Non mi sembra possibile. Cosa deve pensare il cittadino?». Disappunto del governatore, ma assoluta fiducia nel Tar. «Non ho nessun dubbio - ostenta sicurezza - che reintegrerà la lista. Ed è prevedibile che a quel punto ci sia un ricorso al Consiglio di stato». E a quel punto? L’ottimismo di Formigoni cresce. E la soluzione dell’affaire sembra a portata di mano. «Il Consiglio di stato non potrà smentire se stesso e le proprie sentenze. Non è ipotizzabile». Il riferimento è agli atti, già allegati dagli avvocati che hanno presentato il ricorso, e che dimostrano come ci siano già pronunce sulla validità di modi e tempi utilizzati dal Pdl nella presentazione delle liste.
La burocrazia, ripete Formigoni, non può aver la meglio sul diritto degli italiani a ritrovare il simbolo del partito di maggioranza sulla scheda elettorale. «Ci sono problemi di forma e problemi di sostanza. La sostanza è la democrazia, la forma è il rispetto delle leggi. Noi le leggi le abbiamo rispettate». E, a consolidare l’idea che tutto finirà bene, un’impegno. «Noi siamo per la legalità. E siamo altrettanto certi di aver rispettato le regole. Se così non fosse e qualcuno dimostrasse che abbiamo commesso delle irregolarità, siamo pronti a farcene carico. Ma i giudici ci devono spiegare dove e perché. E con questa sentenza non l’hanno fatto».
Ritorna, com’è ovvio, il tormentone del complotto. Organizzato da non si sa chi per affondare il Pdl. «Se penso a manovre di qualcuno? Non ancora». Non ancora, come a dire che non le esclude. Ma non ne abusa. «Un disegno per escluderci? Non lo dico. Ma chiedo di ricontrollare tutte le firme». E da oggi i militanti, si spera un po’ più organizzati di quando hanno raccolto le firme, esamineranno tutti gli elenchi a caccia di irregolarità. Operazione trasparenza a cui Formigoni chiede l’adesione di tutti gli altri candidati. E rimanda chi gli torna a chiedere se ci sia un golpe della magistratura, alle parole di Mario Adinolfi, «un militante della sinistra» che nel suo blog contesta l’esclusione dei candidati del centrodestra. «Se fosse successo a noi del centrosinistra, saremmo già in piazza. Voglio che il centrosinistra vinca le elezioni, senza scorciatoie e soprattutto senza appoggiarsi alla magistratura. Perché se passa questo precedente le conseguenze possono essere pericolosissime per la democrazia». E aggiunge che «la democrazia si difende sempre e la possibilità degli elettori di centrodestra di votare il centrodestra va salvaguardata anche da noi di centrosinistra».
Responsabilità del Pdl? «Non credo - taglia corto Formigoni - Non mi sono ancora fatto questa idea». La possibilità di un rinvio delle elezioni? «Non credo proprio». Mentre è probabile un cambiamento dell’agenda elettorale. «L’unica vera conseguenza è che gli elettori dovranno portare pazienza. Ancora un po’».

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