Coppa Davis, Valletta Cambiaso ha già vinto

Coppa Davis, Valletta Cambiaso ha già vinto

(...) o, forse, l’utopia di continuare a poter dire che a Genova, in Davis, l’Italia non ha mai perso. La striscia, fino ad oggi, dice sette vittorie su sette incontri. Ma sulla strada per arrivare a otto su otto c’è Roger Federer. Il che, come dire?, non è un particolare di poco conto.
Ieri, a un certo punto, Valletta Cambiaso si è trasformata in una sorta di megadiscoteca. E tre canzoni su tutte, fra quelle proposte nei cambi-campo, fotografano la giornata: Bello e impossibile di Gianna Nannini, quasi il riassunto di quella che può essere la giornata di oggi; Ricominciamo di Adriano Pappalardo, che è quasi un urlo disperato, un’invocazione rabbiosa, per chiedere il ritorno dell’Italia nella serie A della Davis dopo una vita e un’insalatiera conquistata e, ovviamente, il ritornello napoletano Iamme, iamme che ha chiuso la giornata sul centrale dell’impianto di Albaro e che è quasi un invito ad andare avanti anche oggi su questa strada.
Ecco, già il passaggio da stadio molto compito e molto sottotraccia, con gli svizzeri nella parte dei caciaroni dell’esordio di venerdì, alla megadiscoteca e alla bolgia di tifo di ieri, è l’ennesima dimostrazione di come la scelta di Genova e di Valletta Cambiaso sia stata l’ideale. Tanto che, a fine partita, anche il capitano azzurro Corrado Barazzutti - uno abituato a giocare al Foro Italico dei tempi d’oro, quando il pubblico era capace di aggredire un giudice di linea se non guardava con occhi abbastanza dolci Adriano Panatta - ha espresso tutta la sua ammirazione: «Il pubblico genovese nella seconda giornata ha avuto sicuramente più occasioni per scatenarsi rispetto alla prima. È stato molto caloroso e devo dire che è raro vedere un tutto esaurito come è accaduto qui».
Insomma, chiunque vinca, Valletta Cambiaso ha già vinto. E - come spesso accade quando la posta è in palio conta davvero - Genova ce ne ha messo del suo. Genova con la sua bellezza, il suo clima, il suo cielo: se venerdì aveva rischiato di piovere, ma il cielo si era scatenato solo dopo la fine dei due singolari, ieri si è partiti con le nuvole e si è finiti con un sole e una temperatura assolutamente estive. Tanto che l’ingresso gratuito agli stabilimenti balneari di Corso Italia per i possessori del biglietto di Davis - di cui abbiamo dato conto pure ieri e che mi sembrava una notizia quasi ironica, con quelle condizioni del tempo - è stato assolutamente azzeccato.
Il resto è la vittoria degli organizzatori. Che, in una sola volta, hanno smentito tutti i luoghi comuni sui genovesi: vedere ieri nei vialetti del tennis club Giulio Schenone, Federico Ceppellini, Mauro Iguera, Rodolfo Lercari, Stefano Messina e Giovanni Mondini, riconciliava con Genova. Un gruppo di amici e un gruppo di persone perbene che lavorano insieme. A Genova.
Bella storia. Anche loro hanno già vinto.

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