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Il coraggio e il referendum della Divisione Acqui

Il coraggio e il referendum della Divisione Acqui
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Sull'isola greca di Cefalonia gli 11mila e cinquecento soldati e ufficiali della Divisione Acqui erano arrivati nell'aprile del 1941, dopo avere perso un quarto dei propri effettivi nella disastrosa offensiva contro la Grecia lanciata da Mussolini nell'autunno 1940. Erano seguiti due lunghi anni di inattività, interrotta non da un ordine del nostro comando ma dall'intercettazione di una trasmissione radio straniera che comunica la resa italiana. Sul continente le truppe si arrendono a partire dal 9 settembre rapidamente ai tedeschi sotto la falsa promessa di rimpatrio. A Cefalonia il generale Gandin prende tempo mentre molti ufficiali della divisione vorrebbero attaccare il contingente tedesco. I tedeschi invece non hanno nessun dubbio operativo. Il 13 settembre due pontoni carichi di tedeschi tentano lo sbarco nel capoluogo dell'isola (Argostoli) e la batteria comandata dal tenente Apollonio, favorevole allo scontro ne affonda uno aprendo il fuoco.

Non è l'inizio ufficiale della battaglia, ma lo sarà nel ricordo dei sopravvissuti perché solo quel giorno arriva il primo ordine chiaro giunto dai comandi italiani: "Considerare le truppe tedesche nemiche".

Anche a seguito di un referendum tra i soldati inizia la resistenza contro le truppe tedesche che però hanno avuto il tempo di organizzarsi e ricevono costanti rinforzi. Entro il 22 settembre gli italiani sono sopraffatti dopo strenui combattimenti. I tedeschi passano per le armi i prigionieri e i feriti. I morti saranno tra i 3800 e i 4500.

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