Dal corteo sassi contro la polizia. Oggi tocca agli operai

Pietre e uova scagliate addosso agli agenti della polizia nel bel mezzo del corteo. Gli studenti dei collettivi di sinistra hanno «firmato» così la manifestazione di ieri, con il solito stile con cui chiedono giustizia e rispetto per i loro diritti. In testa al corteo degli insegnanti precari e dei rappresentanti del mondo della scuola, i «disobbedienti» hanno sfoderato striscioni contro il ministro Gelmini e il premier Berlusconi. «Vogliamo i soldi dell’Expo» hanno scritto con le bombolette spray. Dietro di loro i professori, quelli precari. Che chiedono stipendi più dignitosi ma che solo in un centinaio hanno presentato domanda per avere l’integrazione dello stipendio da parte di governo e Regione. Il corteo ha sfilato fino alla sede del provveditorato in via Ripamonti, dove gli studenti hanno consegnato degli assegni simbolici da 3 miliardi ciascuno, ironicamente destinati al ministro Giulio Tremonti. La manifestazione di ieri, in tutto circa quattromila persone, ha mandato in tilt il traffico.

E oggi si replica. Stavolta a scendere in campo saranno i rappresentanti del mondo del lavoro, capitanati da Cgil e Cisl, per protestare contro l’impennata delle percentuali relative alla cassa integrazione e al boom di licenziamenti.

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