Così gli aiuti europei anticrisi alla Grecia

I 16 Paesi della moneta unica contribuiranno ognuno in misura proporzionale alle propria quota di partecipazione nel capitale della Bce. Il maggiore contribuente sarà dunque la Germania con 8,4 miliardi di euro, mentre per l'Italia l'impegno massimo è di 5,5 miliardi

Il piano triennale di aiuti alla Grecia ammonta complessivamente a 110 miliardi di euro, di cui circa due terzi (80 miliardi) a carico dei Paesi dell'euro e un terzo a carico dell'Fmi. Dieci miliardi saranno destinati a un fondo di stabilizzazione per le banche greche. Per il 2010 è previsto un esborso di 45 miliardi di euro, di cui 30 in prestiti bilaterali dei Paesi euro (ad un tasso del 5%) e 15 in prestiti dell'Fmi (ad un tasso intorno al 3%). I 16 Paesi della moneta unica contribuiranno ognuno in misura proporzionale alle propria quota di partecipazione nel capitale della Bce. Il maggiore contribuente sarà dunque la Germania con 8,4 miliardi di euro, mentre per l'Italia l'impegno massimo è di 5,5 miliardi. Di seguito tutti i contributi dei Paesi di Eurolandia per il 2010.
GERMANIA. 8,4 miliardi di euro. Con una popolazione di 81,7 milioni, l'aiuto costerà circa 103 euro ad abitante.
FRANCIA. 6,3 miliardi di euro, che per una popolazione di 65,4 milioni comporta un costo pro-capite di 92 euro.
ITALIA. 5,5 miliardi. Per i 60 milioni di italiani, salvare la Grecia significa spendere fino a 92 euro a testa.
SPAGNA. 3,7 miliardi, ovvero 80 euro a testa per i 46,08 milioni di cittadini.
OLANDA. 1,8 miliardi messi a disposizione dal governo. Per gli olandesi, 16,5 milioni, si tratta di un sforzo da 109 euro.
BELGIO. 1,1 miliardi di euro, per i 10 milioni circa di abitanti, fanno 110 euro a persona.

Per gli altri Paesi di Eurolandia, i contributi sono sotto il miliardo di euro. L'Austria ne metterà 870 milioni, il Portogallo 780, la Finlandia 560, l'Irlanda 490, la Slovacchia 310, la Slovenia 140, Lussemburgo 75, Cipro 55 e Malta 25.

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