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Così in Corsica gli Italiani cacciarono la Wehrmacht

Così in Corsica gli Italiani cacciarono la Wehrmacht
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Occupata dalle forze italiane nel novembre del 1942 nell'ambito della così detta operazione Anton, nel settembre 1943, al momento dell'armistizio, la Corsica era presidiata dal VII Corpo d'armata del Regio Esercito agli ordini del generale Giovanni Magli. Il contingente italiano era composto dalle divisioni di fanteria Cremona e Friuli e due divisioni costiere. Si trovò a dover affrontare le truppe della Germania nazista, composte prevalentemente dalla brigata Reichsführer-Ss che si erano preparate ad aggredire gli italiani subito dopo la caduta di Mussolini. Subito dopo il Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943 le forze tedesche del generale Fridolin von Senger und Etterlin iniziarono a colpire gli italiani nel tentativo di impossessarsi degli scali portuali e aeronautici di Bastia e Bonifacio, in particolare per consentire l'arrivo dalla Sardegna della 90esima Panzergrenadier-Division.

Magli, che pure era considerato un simpatizzante dei tedeschi, a differenza di molti altri ufficiali intuì subito il rischio di attacco, prese contatti con la resistenza francese e organizzò i reparti per riuscire a tenere testa ai tedeschi, ricevendo presto il sostegno degli insorti corsi e di un contingente di truppe della Francia libera agli ordini del generale Henry Martin, arrivato tra il 13 e il 14 settembre con unità della 4e Division

marocaine de montagne e un piccolo reparto d'appoggio statunitense. Von Senger und Etterlin riuscì a organizzare con successo lo sganciamento delle forze tedesche; l'isola fu infine completamente liberata il 4 ottobre 1943. MSac

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