Così Zalone e «Immaturi» hanno battuto Hollywood

RomaIl cinema in Italia ha i colori dominanti del bianco e nero. Almeno così appare leggendo i dati sulle presenze nelle sale e sugli incassi per l’anno appena concluso. La settima arte subisce anch’essa la crisi e le presenze in sala registrano un calo del 7%. Sono stati infatti venduti 101.323.854 biglietti contro gli oltre 110 milioni del 2010. Sugli incassi il bilancio è ancor più cupo con un calo del 10%. Archiviata la nota negativa (e purtroppo dominante), c’è comunque da sottolineare il dato confortante del cinema italiano. I nostri film hanno attirato oltre 35 milioni di spettatori, con una variazione di oltre il 6% rispetto all’anno precedente. Anzi, se il mercato cinematografico è andato male le cause sono due: la crisi economica e la crisi di idee delle major americane che non hanno saputo offrire per l’anno appena concluso grandi blockbuster come Avatar (2010). Insomma sono proprio i nostri Checcho Zalone e Antonio Albanese a tenere a galla il settore, che oltretutto non ha le stesse protezioni delle quali godono gli esercenti di Francia e Stati Uniti. Solo i transalpini fanno meglio di noi nella difesa del prodotto locale. In Francia infatti le presenze in sala arrivano a toccare i 215 milioni di spettatori. E i film francesi hanno il 40% del mercato interno. Merito di politiche più generose sul fronte della promozione ai giovani e di gabbie più rigide sulla difesa contro la pirateria. In Europa, però, ci difendiamo bene. Se i cugini d’oltralpe ci superano di poco (i film italiani, come già detto, coprono il 35% del mercato), spagnoli, inglesi e tedeschi sono molto più lontani (tutti intorno al 10% del mercato interno). E va ricordato anche come ben ventidue film italiani abbiano superato la quota di 3 milioni di incasso, segno che non solo i film più grossolanamente comici riescono ad attirare pubblico. Alcuni di questi, inoltre, sono stati venduti bene anche fuori dai confini patri (Manuale d’amore, Benvenuti al Sud e Tre metri sopra il cielo). Segno che il cinema italiano è tutt’altro che in crisi, soprattutto di idee. E basta scorrere velocemente l’elenco dei film più applauditi nelle sale italiane nel 2011 per capire il fenomeno del made in Italy. Partendo ovviamente dal fenomeno Luca Medici, alias Checco Zalone. Il suo Che bella giornata è saldamente al primo posto registrando quasi il doppio di incassi rispetto al secondo (Harry Potter e i doni della morte). Sul podio anche Immaturi di Paolo Genovese (e anch’esso come Che bella giornata, distribuito da Medusa). La storia dei quarantenni Bova, Memphis e Angiolini costretti a tornare sui banchi di scuola ha infatti battuto (con i suoi 2.600.000 spettatori) «corazzate» del calibro di Pirati dei caraibi e Breaking dawn).

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