Costano il 4% di una Provincia Eppure il Pd le vuole abolire

«Non ho commenti da fare», ha detto ieri il ministro Roberto Maroni a chi gli chiedeva conto dell’ipotetico asse Pd-Lega per eliminare le prefetture. Una strana convergenza che si salderebbe in Parlamento giorno dopo giorno, fatta da uno stillicidio di emendamenti tesi a svuotare gli Uffici territoriali del governo (Utg) trasferendo alle questure le competenze in materia di ordine pubblico, che rappresentano il lavoro principale delle prefetture.
Sarebbe un risparmio economico minimo, come ha già documentato il Giornale. Gli stipendi del personale (che comunque non sarebbe licenziato ma ricollocato) non raggiungono i 15 milioni di euro, pari al 4 per cento del bilancio di una media provincia, mentre le uscite delle prefetture sono minime: acqua, luce, spese di rappresentanza per l’organizzazione delle cerimonie del 2 giugno (festa della Repubblica) e affitto. Ma siccome di solito i palazzi che ospitano le prefetture sono delle Province, si tratta di denaro che passa da un ente pubblico a un altro.
Ma il vero paradosso è che in questi anni di progressivo avvicinamento al federalismo i compiti affidati ai prefetti sono aumentati, non diminuiti. E si sono moltiplicati soprattutto con la Lega al governo. Nel 2002 è stata la legge Bossi-Fini ad assegnare ai prefetti compiti di coordinamento in materia di immigrazione. Successivamente è toccato alle competenze sulla sicurezza del lavoro nel settore edile, alla prevenzione dell’usura, ai controlli sull’abusivismo commerciale e la contraffazione. L’anno scorso il governo Berlusconi ha istituito nelle prefetture gli osservatori sul credito in una fase cruciale della crisi finanziaria mondiale. E ha nominato, per esempio, il prefetto di Milano commissario per l’emergenza nomadi.
Con le prefetture, la Lega Nord ha un atteggiamento ambivalente, di lotta e di governo. Taluni esponenti presentano proposte legislative per eliminarle, ma i ministri del Carroccio non hanno mai preso posizioni in aperto contrasto. Discorso analogo vale per il partito democratico. Fu la riforma Bassanini a istituire gli Utg rafforzando i poteri di coordinamento sull’ordine pubblico, la protezione civile, la mediazione nelle crisi aziendali, le commissioni per le pari opportunità. Due settimane fa Enrico Letta ne ha chiesto la cancellazione. Ma ieri, dopo il «no comment» di Maroni, parecchi esponenti del Pd si sono schierati a difesa dei prefetti. Come l’ex ministro dell’Interno Enzo Bianco, che ha dichiarato: «Il ruolo dei prefetti va difeso e valorizzato perché rappresentano il ponte fra le autonomie locali e lo Stato».

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