Cresce la tensione fra Grecia e Turchia

Sale la tensione fra il governo greco e quello turco. E il motivo è sempre lo stesso: il mancato riconoscimento, da parte di Ankara, della repubblica greco-cipriota. Un riconoscimento, però, che l’esecutivo di Recep Tayyip Erdogan, sempre voler continuare a negare, nonostante la firma dell’accordo doganale con i 10 Paesi entrati nell’Unione a maggio 2004. La situazione è diventata ancora più critica dopo che il primo ministro greco Kostas Karamanlis ha rinviato una sua visita ad Ankara. Il viaggio di Karamanlis nella capitale turca era stato annunciato esattamente un mese fa, il 3 luglio, quando, insieme a Erdogan, aveva inaugurato l'inizio dei lavori per il primo gasdotto grecoturco. Il gesto era stato interpretato da tutti come una volontà di riconciliazione fra i due Stati, in aperto conflitto dal 1974. E ieri, a due mesi dall’avvio dei negoziati, a gettare benzina sul fuoco ci si è messa anche la Francia. Il ministro degli Esteri Dominique de Villepin ha detto che il riconoscimento di Cipro è una condizione essenziale per l’ingresso della Turchia in Unione Europea.
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