Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) in Europa colpiscono circa 2,2 milioni di persone, in Italia ne soffrono in duecentomila, soprattutto giovani tra i 20 e i 35 anni, e sempre più spesso anche bambini e adolescenti. Ogni anno si registrano in Italia dalle 3 alle 5.600 nuove diagnosi di colite ulcerosa e dalle 1.350 alle 2.000 di malattia di Crohn, le due principali forme cliniche.
Sono patologie a carattere autoimmune, causate cioè da un errore del sistema immunitario, che si scatena contro se stesso determinando infiammazione della mucosa intestinale. Possono condizionare in modo drammatico la vita dei pazienti a causa di sintomi ciclici e particolarmente invalidanti come diarrea - anche di tipo emorragico - dolori addominali, vomito, e complicanze severe che richiedono il ricovero in ospedale. Sono poco conosciute e difficilmente diagnosticabili al di fuori dei Centri specializzati a causa della scarsa specificità dei sintomi, comuni ad altre condizioni patologiche.
Un libro (Il Fuoco Dentro, curato da Daniela Minerva per i tipi di Springer Verlag e realizzato con il supporto di MSD Italia) illustra, attraverso interviste, la difficile condizione esistenziale di coloro che sono costretti a convivere, fin da giovani, con queste malattie intestinali invalidanti. Fino a dieci anni fa le cure erano poche e i pazienti andavano incontro a ripetuti interventi chirurgici. Oggi invece l'avvento dei biologici e la loro combinazione con altri farmaci permette di tenere sotto controllo l'infiammazione, sono inoltre diminuiti gli effetti collaterali. Grazie alla ricerca farmacologica è avvenuta una autentica rivoluzione sul piano terapeutico. Capostipite delle terapie biologiche è infliximab, un anticorpo monoclonale che negli studi clinici ha assicurato la guarigione della mucosa e la remissione libera da steroidi nel 70% dei casi di malattia di Crohn e nel 60% di colite ulcerosa. Proprio in questi giorni inflixmab ha ricevuto il parere positivo del comitato europeo per i prodotti medicinali dell'EMA per il trattamento della colite ulcerosa in fase attiva e di grado severo in pazienti pediatrici (6-17 anni) con risposta inadeguata alle terapie convenzionali.
«Negli ultimi anni le malattie infiammatorie croniche intestinali hanno anticipato la loro comparsa e stanno esplodendo anche in età pediatrica con un'incidenza sempre più elevata. Fortunatamente - afferma Silvio Danese, responsabile del Centro per la ricerca e la cura delle MICI presso l'IRCCS Istituto Humanitas di Rozzano Milano- a fronte di questo aumento oggi disponiamo delle terapie biologiche che ci permettono di intervenire sulla progressione di queste malattie, evitando così l'accumulo di danni all'intestino e riducendo la necessità di ospedalizzazioni e interventi chirurgici. La strategia terapeutica con l'avvento dei biologici è passata dal cosiddetto approccio a gradini allo step-up accelerato, che prevede una diagnosi precoce e l'utilizzo anticipato di questi farmaci in grado di cambiare la storia della malattia».
Quindi, anticipare l'uso dei farmaci biologici significa bloccare il prima possibile la progressione di queste malattie: ogni giorno trascorso senza combatterle efficacemente comporta una nuova lesione, una complicazione, un nuovo danno.
Ancora incerte le cause di queste malattie intestinali, come per altre patologie a carattere autoimmune.
Crescono le malattie intestinali
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