La crisi colpisce anche il settore della moda Quasi 30mila persone in cassa integrazione

Aziende chiuse 28, in crisi 749, lavoratori in cassa integrazione e mobilità 29.069. Sono i dati dell’indagine congiunturale condotta dalla Femca Cisl regionale, relativi al primo semestre del 2009. Dati che, secondo il sindacato, «evidenziano le pesanti difficoltà che hanno investito l’intero sistema moda e del made in Italy». «Il raffronto con i periodi precedenti evidenzia ancor di più i problemi di oggi: in tutto il 2007 le aziende in crisi furono 249 con 17.859 lavoratori coinvolti, cresciute nel 2008 a 504 con 31.376 lavoratori, per arrivare alle 749 e 45.825 lavoratori dei soli sei mesi di quest’anno. Le difficoltà, estese a tutto il settore tessile - prosegue la Cisl -, si evidenziano in particolare nelle aree territoriali di Como (12.553 addetti e 221 imprese), Bergamo (8.218, 82), Varese (5.421, 117), Brescia (2.602, 41) e Lecco (1.815, 52), dove è forte la presenza del serico e del cotoniero». «Se nelle nostre considerazioni dei dati di crisi del 2008 dicevamo che non tutto il comparto Moda in Lombardia era in crisi - sottolinea il segretario della Femca Cisl Lombardia,Giuseppe Redaelli -, i numeri di questo primo semestre 2009 purtroppo evidenziano, anche per distretti e settori finora al riparo dalla bufera, una riduzione dell’attività produttiva con l’utilizzo della cassa integrazione». Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria coinvolge 551 aziende, con 26.308 occupati, di cui sospesi 18.469, il 70 %. Nel 2008 furono sospesi 11.343 lavoratori, 5.560 nel 2007. I territori più colpiti dal ricorso alla cigo sono: Como con 197 imprese e 6.669 lavoratori sospesi, Varese con 89 imprese e 2.705 lavoratori, Bergamo con 29 imprese e 1.653 lavoratori, Brianza con 51 imprese e 1.492 lavoratori, Lecco con 47 imprese e 1.185 lavoratori. Anche per la cassa integrazione straordinaria si evidenzia un crescente utilizzo: sono 117 le aziende interessate, con 10.999 occupati, di cui 7.875 sospesi, il 72 %. Nel 2008 furono 5.888, mentre nel 2007 i lavoratori sospesi furono 2.510. I territori più colpiti nel primo semestre sono Bergamo, con 29 imprese e 2.190 lavoratori sospesi, Como con 17 aziende e 1.486 lavoratori, il territorio di Legnano Magenta con 19 imprese e 1.437 lavoratori. «Rimaniamo sempre convinti che il made in Italy abbia una sua validità, perché è un sistema, un insieme di aziende, di competenze, di professionalità, di creatività, di conoscenze, di manodopera difficilmente trasferibili o riscontrabili da altre parti - sottolinea ancora Redaelli -. Servono però sforzi congiunti su obiettivi precisi, quali meno tasse sui salari, agevolazioni fiscali per fusioni, ricerca e innovazione».