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Anarchici, nove a processo per istigazione aggravata dalla finalità terroristica e stampa clandestina

Per gli investigatori il gruppo faceva anche proselitismo nelle scuole: l’udienza è stata fissata per il 12 novembre

Anarchici, nove a processo per istigazione aggravata dalla finalità terroristica e stampa clandestina
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È stato deciso il rinvio a giudizio per 9 indagati appartenenti all’area anarchica in relazione alla pubblicazione clandestina della rivista Bezmotiny. Questa mattina, infatti, il gup ha proceduto a fissare la prossima udienza il 12 novembre presso il tribunale di Massa per il secondo filone dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero della Dda Federico Manotti. Le ipotesi di reato che vengono contestati sono di istigazione aggravata dalla finalità terroristica e stampa clandestina. Il primo filone con rito immediato si è concluso il 9 maggio 2025 e ha portato a tre assoluzioni e un solo condannato per offesa al presidente della Repubblica ma la procura ha presentato Appello.

Tutto inizia tre anni fa, nel 2023, quando il gip del tribunale di Genova ha disposto alcune misure cautelari per soggetti sospettati di essere inseriti nella galassia Fai/Fri, la stessa di Alfredo Cospito che sta scontando il carcere al 41-bis. Non sarebbero stati impegnati nelle azioni dirette ma, piuttosto, nella propaganda sovversiva. In un secondo momento era caduta l’ipotesi associativa ma era stata mantenuta l’ipotesi di reato di istigazione a delinquere e apologia di delitto aggravate dalla finalità terroristica, alle quali si erano aggiunte le offese al presidente della Repubblica. Per gli investigatori il gruppo faceva proselitismo anche nelle scuole, coinvolgendo minorenni da fare diventare “nuove leve”. Quando era scattato il blitz era stata anche sequestrata la tipografia Avenza Grafica a Massa.

Questo secondo filone si svolge con rito ordinario. La difesa degli imputati, composta dagli avvocati George Botti, Marta Magnanini, Carmelo Parente, Sauro Poli e Fabio Sommovigo, è chiamata ora alla confutazione delle tesi della Procura. Le prossime udienze saranno decisive per stabilire se i contenuti diffusi dal gruppo rientrino nell'esercizio della libertà di espressione o se, come sostiene l'accusa, costituissero un reale pericolo.

Nelle udienze precedenti c’erano stati alcuni momenti di tensione quando alcuni sostenitori degli imputati erano entrati all’interno del tribunale lasciando scritte contro il pm Federico Manotti. Per questo motivo è probabile che la sorveglianza il prossimo novembre sia altissima, onde evitare nuove proteste.

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