Leggi il settimanale

Annullamento della condanna per l’ex pm del caso Denise Pipitone

Condanna annullata per Maria Angioni, la pm che nel 2004 indagò su rapimento di Denise Pipitone. La Corte di Cassazione ha annullato le precedenti sentenze

Annullamento della condanna per l’ex pm del caso Denise Pipitone
00:00 00:00

Gli Ermellini respingono le accuse formulate nei confronti di Maria Angioni. Condanna annullata quindi per l’ex pm che indagò sul rapimento di Denise Pipitone. Dopo essere stata condannata in primo grado e poi in appello per false dichiarazioni al pm, la magistrata Angioni si è vista oggi annullare senza rinvio le due precedenti sentenze dalla sesta sezione penale della Corte di Cassazione.

“La Suprema Corte - ha commentato a caldo all’Ansa il legale Stefano Giordano, che assiste l’ex pm insieme a Giovan Battista Lauricella - con ammirevole onestà intellettuale e indipendenza di giudizio, ha accolto le censure da noi sollevate. Il processo costruito dalla Procura della Repubblica di Marsala, con gravi violazioni procedimentali, nei confronti di colei che aveva osato mettere in dubbio la correttezza dell'operato della polizia giudiziaria è stato completamento smontato dalla Corte di Cassazione”.

La vicenda risale al 2021, ovvero quando le indagini sulla scomparsa della bimba di Mazara del Vallo, l’1 ottobre 2004, erano state riaperte a seguito di un reality show russo che aveva ventilato una somiglianza tra una giovane donna e la mamma di Denise Piera Maggio.

Fu la scintilla che spinse a indagare più a fondo (si cercò perfino in una vecchia cisterna all’interno di un palazzo), e a ritornare su quelle indagini che avevano in passato portato a un processo nei confronti di Jessica Pulizzi, figlia maggiore del padre di Denise Pietro Pulizzi: Jessica Pulizzi venne assolta in via definitiva nel 2017, dopo che in primo e secondo grado era stata sottolineata l’insufficienza di prove.

Nel 2021 quindi, sulla scia di un entusiasmo popolare che aveva riacceso la speranza in merito a vecchie e nuove piste in tutto il Belpaese - Piera Maggio ha spesso definito Denise, a ragione, “la figlia d’Italia” - si moltiplicarono sui media le voci di coloro che all’epoca del rapimento avevano avuto un ruolo. Tra essi l’ex pm Angioni appunto, che aveva indagato nel 2004, e che nel 2021 è stata ascoltata dal sostituto procuratore di Marsala Roberto Piscitello.

Tra le dichiarazioni che hanno portato Angioni alla sbarra ci sarebbero state la presunta disattivazione di una telecamera, una presunta fuga di notizie sulle intercettazioni, e insieme diverse frasi che avrebbero gettato ombre sull’operato della polizia.

Tutte le dichiarazioni di Angioni erano state smentite prima dal tribunale di Marsala e poi dalla corte d’appello di Palermo. Ora la Cassazione ha ribaltato tutto, ma si avranno più dettagli quando saranno diffuse le motivazioni.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica