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Cronaca giudiziaria

Attentato a Ranucci, il bombarolo Mutone interrogato per sei ore: “L’obiettivo non era fare del male”

Dopo l’interrogatorio davanti ai pm, uno degli esecutori materiali dell’attentato avrebbe indicato Gomes Tavares come colui che fornì l’ordigno. Nei giorni scorsi è stata ascoltata come testimone anche Laura Cianfoni, amica di Ranucci

Sei ore di interrogatorio per Saverio Mutone, uno degli esecutori materiali dell’attentato contro Sigfrido Ranucci. L’uomo, sentito dalla Procura di Roma, avrebbe ribadito che l’obiettivo non era fare del male e ha indicato Gomes Tavares, factotum di Valter Lavitola, come colui che avrebbe fornito l’ordigno. A riferire gli ultimi sviluppi dell’inchiesta è il Tg1, che ha dato notizia anche dell’audizione di Laura Cianfoni, amica del giornalista, ascoltata nei giorni scorsi come testimone.

Attentato a Ranucci, l’interrogatorio di Saverio Mutone

Mutone è stato interrogato dagli inquirenti per sei ore. Secondo quanto riferito dal Tg1, il suo legale, l’avvocata Carolina Schettino, ha spiegato che l’obiettivo dell’audizione era chiarire la posizione del proprio assistito. Mutone, infatti, finora si era sempre rifiutato di rispondere ai pm, a differenza degli altri indagati in carcere

Nel corso dell’interrogatorio, Mutone avrebbe sostenuto che l’intenzione non fosse quella di fare del male. Avrebbe inoltre indicato in Gomes Tavares la persona che avrebbe fornito la bomba utilizzata nell’attentato. Una versione, quella di Mutone, che non convincerebbe al momento gli inquirenti.

Ascoltata anche Laura Cianfoni, amica di Ranucci

Nei giorni scorsi i carabinieri e la Procura hanno ascoltato come testimone Laura Cianfoni, persona vicina a Ranucci e presente alle cene con Valter Lavitola.

L’audizione di Cianfoni rappresenta un ulteriore passaggio nell’attività investigativa, che punta a ricostruire i rapporti tra le persone coinvolte e a chiarire le circostanze dell’azione dinamitarda.

Il caso Gomes Tavares e l’estradizione dal Camerun

Resta intanto aperto il nodo legato a Gomes Clesio Tavares, attualmente in Camerun. Nonostante la Procura di Roma abbia avviato le procedure di estradizione, Tavares ha interrotto da dieci giorni i contatti con il proprio avvocato, sostenendo di dover prima sistemare i propri affari. Raggiunto telefonicamente, Tavares ha dichiarato che rientrerà solo per beneficiare di eventuali garanzie processuali, ribadendo che il Camerun è un Paese di diritto e che l’estradizione avverrà unicamente se ne sussisteranno i presupposti legali.

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